Lutto
«Burlamacco sarà sempre la nostra maschera»
Simone Pierotti
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Burlamacco, maschera del Carnevale di Viareggio Santini: ma sui prossimi manifesti non sarà più obbligatoria
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VIAREGGIO. «Burlamacco non sparirà dal manifesto ufficiale del Carnevale: rimarrà sempre la nostra maschera». Alessandro Santini, presidente della Fondazione Carnevale, torna ancora sulle polemiche legate al manifesto ufficiale. E risponde a quanti hanno detto che il personaggio creato da Uberto Bonetti non troverà più posto sulle locandine che usciranno dal concorso: «In futuro, è vero, non sarà più obbligatoria la presenza di Burlamacco. Ma questo non significa che chi parteciperà al concorso per il manifesto, se verrà nuovamente organizzato, sarà costretto a non inserirlo nel disegno». Ma non è l'unico punto oscuro di questa vicenda. La commissione, stilando una graduatoria, aveva indicato il manifesto di Simone Rossi quale opera vincitrice: il cda della Fondazione Carnevale, cui spettava la decisione finale, lo aveva però squalificato. Rossi, infatti, figura come collaboratore stretto della Fondazione, avendo disegnato la locandina per l'evento della Notte delle stelle filanti. Perché, un anno fa, vinse invece Edoardo Ceragioli, mascheratista di gruppo e fu tutto regolare? «Era un altro bando di concorso, sul quale non avevo messo mano - risponde Santini - tant'è che il manifesto vincitore fu presentato due giorni prima che io diventassi il nuovo presidente della Fondazione: quest'anno ci si è comportati in maniera diversa. Questo, però, non significa che io voglia contestare l'operato dell'ex presidente Maglione». Altro punto: il bando recita che la Fondazione "si riserva di non dar luogo all'aggiudicazione se nessuna opera risulti accettata o idonea in relazione all'oggetto del concorso". Eppure la commissione una sua classifica l'aveva stilata: «Ma infatti è stato il cda a dichiarare la non idoneità. Che non è dettata dai voti, peraltro bassi, della commissione giudicante. Semplicemente, non ci sembrava idoneo a pubblicizzare la manifestazione». Infine nel bando si dice che ogni opera doveva recare l'anno 2012 ma non le date della sfilate, che sarebbero state aggiunte in un secondo momento in accordo con l'autore. Nel manifesto disegnato da Rossi, però, compaiono già. «Negli anni della presidenza Maglione si era soliti modificare le scritte originali: ad ogni modo, chi le ha comunque inserite non rischiava di essere automaticamente escluso dal concorso».
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