Finanza
Case e negozi al posto dell'ex mulino
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SI COSTRUISCE. L’ex mulino del Secco2 MINUTI DI LETTURA
LIDO. Abitare in un vecchio mulino? Ultimamente la cosa sta diventando una moda e una tendenza per gente facoltosa. Sono molti, soprattutto stranieri, quelli che si avventurano in collina alla ricerca di un'antica struttura da ripristinare e trasformare, magari in alloggi o agriturismo. Anche Lido avrà il suo. Parte, infatti, il piano attuativo dell'ex mulino del Secco. All'interno sorgeranno dieci appartamenti e due negozi. Il progetto ha ottenuto via libera dal consiglio. Martedì sera, infatti, l'ha deliberato il consiglio comunale. L'immobile in questione è quello che si trova sulla via Aurelia, al Secco, praticamente di fianco al ristorante Da Clara, con accesso anche sul retro, in via della Gronda. Si tratta di una ristrutturazione. Di fatto, quindi, le strutture portanti del vecchio mulino saranno mantenute. Spariranno però, sul retro, tanti altri piccoli manufatti in muratura, come il forno, la legnaia, un paio di magazzini. Le volumetrie saranno, quindi, accorpate a quella principale. Ma, come regolamento urbanistico prevede, sarà concesso alla proprietà anche un piccolo ampliamento, che permetterà di ricavare circa 500 metri cubi in più. L'ex mulino (un edificio a forma di T) ospiterà così dieci appartamenti, da circa 60 metri quadri l'uno. Più, al pian terreno, due grandi negozi fronte Aurelia. Alla proprietà anche l'onere di realizzare un parcheggio sul lato via Aurelia (nei pressi del ristorante) e di spostare una vecchia cabina dell'Enel, che prima serviva ad alimentare i motori delle macine, e che ora servirà per la nuova palazzina. Il parcheggio sul retro, invece (lato via della Gronda), previsto nel progetto iniziale, non sarà realizzato, per ragioni di sicurezza stradale: l'opera sarà monetizzata. Come accennato, il consiglio comunale, a maggioranza, ha adottato il piano attuativo che ora, dopo i canonici 60 giorni per le osservazioni, dovrà tornare in assise per la definitiva approvazione. A quel punto (entro la fine dell'anno), potrebbero essere rilasciate le concessioni a costruire in tempi rapidissimi, visto che l'area (e l'immobile) non è soggetta ad alcun vincolo, né della Sovrintendenza, né idraulico. Contraria al piano l'opposizione. «È da tempo - spiega il consigliere Pd, Alessandro Del Dotto - che chiediamo che per piani attuativi di questo genere si preveda che almeno il 10% degli alloggi costruiti rimanga per edilizia convenzionata. In questo caso avremmo avuto un appartamento in più da dare alle famiglie meno abbienti. Se lo avessimo fatto per tutti i piani attuativi rilasciati in questi anni, il Comune avrebbe almeno 50 alloggi popolari in più».
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