Attenzione
Scala il Corchia: colto da infarto
Claudio Vecoli
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Il monte Corchia Il rocciatore trasportato in elicottero all'Opa: è grave
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STAZZEMA. Stava scalando il monte Corchia in compagnia di un gruppo di altri quattro amici rocciatori. Quando, arrivato ad oltre un terzo dell'itinerario, ha accusato una fitta al petto e un forte dolore ad un braccio. Colto da infarto, Mauro Barducci, sessantacinque anni, di Sesto Fiorentino, è riuscito a salvarsi grazie al tempestivo intervento del soccorso alpino del Cai. E, trasportato in elicottero fino all'Opa di Massa, è adesso ricoverato in gravi condizioni - ma vivo - in terapia intensiva. Il malore si è manifestato poco prima di mezzogiorno. Mauro Barducci, insieme ad altri quattro amici con la passione della montagna, aveva già percorso quasi metà dell'itinerario Erik - un percorso abbastanza facile sulla parete del monte Corchia esposta verso sud ovest - quando ha accusato il dolore al petto. Intuendo di essere vittima di un infarto, l'uomo si è subito fermato al primo punto di sosta, mentre gli amici hanno dato l'allarme con il cellulare al 118. Rapidissima, si è subito messa in moto la macchina dei soccorsi. Gli uomini del soccorso alpino del Cai di Querceta sono subito partiti alla volta del Corchia mentre da Firenze (vista la prolungata inattività di quello di stanza al Cinquale) è partito l'elicottero attrezzato per i soccorsi. Facendosi calare con un vericello, un tecnico del soccorso alpino è riuscito a recuperare il paziente e a farlo salire a bordo dell'elicottero che si è poi subito diretto all'Opa di Massa, ospedale specializzato nella soluzione dei problemi cardiaci. Le sue condizioni, visto l'infarto, sono ovviamente ancora molto serie tanto che i medici non hanno sciolto la prognosi. Tuttavia le speranze che possa farcela sono elevate. Quanto ai quattro compagni di cordata che si trovavano con lui, hanno subito fatto rientro alla base dalla quale erano partiti in mattinata e si sono subito trasferiti in ospedale per stare vicino all'amico.
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