Il Tirreno

Versilia

Problemi anche per i passaggi dei Quod ostruiti dalle bici in sosta

«Ma per tre chilometri di litorale sei bagnini sono troppo pochi»

Roy Lepore

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 VIAREGGIO. La situazione è di giorno in giorno sempre più pericolosa nel tratto di spiaggia libera alla Lecciona. Complice nella maggior parte dei casi l'incoscienza dei turisti che anche con il mare agitato fanno ugualmente il bagno. Poi come hanno fatto presente anche ieri i bagnini intervenuti per prestare soccorso ai quattro turisti che stavano annegando nel tratto di mare della Lecciona privo di sorveglianza, sono pochi i bagnini in quella zona. «Siamo sei in un tratto di tre chilometri - dice Andrea Baglini - è difficoltoso monitorare tutto il tratto di spiaggia che è molto pericoloso. Inoltre dobbiamo tener presente che i pattìni che abbiamo in dotazione vanno bene per il lago, non certo per un mare agitato come quello di questo periodo».  Anche ieri siete dovuti intervenire con non poca fatica, rischiando la vita, arrivando dalla vostra postazione e a nuoto avete portato in salvo le quattro persone che stavano annegando. «E' andata bene, - dicono in coro - ma hanno rischiato davvero, perchè la corrente ci ha creato non pochi problemi. Già nella mattinata siamo dovuti intervenire per portare in salvo altre persone, per loro fortunatamente non è stato necessario il trasferimento in ospedale. Tutti i giorni comunque da queste parti ci sono pericoli, anche perchè tanti sono davvero indisciplinati, fanno il bagno anche con le condizioni del mare proibitive».  Marco, un volontario della Misericordia di Torre del Lago, alla guida della Moto Quod intervenuta ieri in spiaggia, si lamenta per le difficoltà per raggiungere la strada sterrata. «La maggior parte della gente lascia le biciclette ostruendo i passaggi, senza sapere le difficoltà che creano ai mezzi di soccorsi.In questi casi andrebbe usato maggior buon senso».

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