Il dolore
I due giovani, entrambi di Camaiore, sono stati portato precauzionalmente in ospedale
Inghiottiti dal mare in Darsena
Stefania Garruto Gabriele Noli
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I soccorsi ad uno dei quattro turisti che hanno rischiato di annegare alla Lecciona Volevano recuperare un pallone: salvi grazie a due bagnanti
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VIAREGGIO. Un ragazzo ed una ragazza, entrambi di Camaiore, hanno rischiato di annegare nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 16, nelle acque di fronte al Beach Stadium, nel tratto di spiaggia libera in Darsena. Maicol Luppino, 20 anni, e Rosaria Romano, 17, stavano facendo il bagno assieme al fidanzato di lei, Alfredo D'Alessandro. Il ragazzo, nel tentativo di recuperare il pallone con cui stava giocando assieme ai due amici, è stato trascinato a largo dalla forte corrente: la ragazza ha cercato immediatamente di aiutare il ventenne in difficoltà, sebbene non sapesse nuotare, ma anche lei è stata risucchiata dall'impeto delle onde. A quel punto, resosi conto della gravità della situazione, D'Alessandro ha provato a portare in salvo la fidanzata e l'amico, senza però esito positivo: «Il mare era agitato, c'era molta corrente - ha commentato il ragazzo - purtroppo siamo finiti in un punto dove non si riusciva più a toccare il fondale». Spaventato ed un po' disorientato, D'Alessandro - uscito, almeno lui, incolume - ha poi raccontato come sia stato possibile evitare il peggio per i compagni di avventura: «Sono intervenuti due bagnanti - dice - che mi hanno aiutato gettandosi immediatamente in acqua, riuscendo a portare Maicol e Rosaria a riva». Va precisato, infatti, che in questo tratto di spiaggia libera non è garantita la sorveglianza durante la balneazione. Tempestivo è risultato l'intervento dei soccorsi: sul posto si sono recate due ambulanze - una della Croce Rossa, una della Croce Verde - oltre ad un'automedica sopraggiunta in un secondo momento. Il medico non ha riscontrato particolari anomalie riguardo alle condizioni di salute dei due giovani, disponendo comunque il trasporto all'ospedale, che in un primo momento doveva essere quello di Massa, a causa della carenza di posti al nosocomio versiliese, problema poi risolto in extremis. I due sono stati sottoposti agli accertamenti del caso, ma, visti i miglioramenti riscontrati dal personale del Pronto Soccorso, sono stati dimessi già in serata.
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