Il Tirreno

Versilia

Comuni in difficoltà nei pagamenti, le aziende vanno in crisi

<strong><br /></strong>
◗

Massarosa non ha ancora liquidati gli espropri per non sforare il patto di stabilità

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Il Comune di Massarosa lo scrive in una lettera a chi è stato oggetto di esproprio per i lavori della Salt: i soldi sono stati stanziati ma, a causa del patto di stabilità, verranno liquidati solo nel prossimo anno. Le difficoltà degli enti locali nel pagare i creditori (siano essi cittadini o fornitori di beni o servizi) però, non si fermano certo qui. E a soffrire di più sono le imprese dell'edilizia.  Come quella di Sauro Barsotti, impresario edile conosciuto anche in Versilis (suo, tra l'altro, il recupero di villa Gori a Stiava) che non si nasconde. In un certo momento la sua impresa ha avuto difficoltà a fronteggiare alcuni impegni. Problemi di liquidità, non di patrimonio, legati soprattutto ai ritardati pagamenti degli enti locali, compresi i comuni di Massarosa e Lucca.  La realtà - dice Barsotti, - è che oggi le imprese sono diventate, loro malgrado, le banche degli enti locali: aspettano in media da 8 a 12 mesi per riscuotere. Addirittura, alcuni Comuni per rispettare il patto di stabilità dei bilanci, nei primi tre mesi di quest'anno hanno pagato lavori svolti nel 2010, ma da aprile hanno chiuso i rubinetti. E ricominceranno a liquidare le fatture solo a gennaio. Il dato è così noto che la Provincia qualche giorno fa, in deroga ai parametri imposti dal patto di stabilità dei conti pubblici, ha deciso di stanziare 3,5 milioni per saldare le imprese che hanno lavorato per l'amministrazione con regolare appalto. Un provvedimento che da solo non basterà.  «Chi lavora con gli enti pubblici - dice Barsotti - oggi aspetta in media 8-12 mesi per essere liquidato. E se anche la normativa attuale impone agli enti di riconoscere gli interessi per i ritardati pagamenti, sono sempre cifre risibili». E la situazione della provincia di Lucca è particolarmente delicata: «In provincia ci sono circa 10mila aziende edili, la maggior parte delle quali è composta da 1, 2 o 3 addetti. Con i ritardati pagamenti degli enti pubblici, le ditte si indebitano per portare avanti l'appalto, fino a quando non riescono più ad arrivare a fine mese. L'ampiezza del fenomeno si vedrà a settembre quando molte imprese rischieranno di non riaprire. E il quadro è è aggravato anche dalla situazione creditizia. Le nostre banche, infatti, hanno tirato un po' i remi in barca. Anche per le disposizioni più restrittive, rischiano meno, con poche eccezioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa