Sicurezza
Soldi freschi per il Sanlorenzo
Corrado Benzio
Il Fondo italiano entra con 15 milioni di euro e rileva il 20%
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AMEGLIA. Colpo di scena al cantiere Sanlorenzo. E' stato deciso in queste ore un aumento di capitale da 30 milioni di euro per il cantiere che ha sedi produttive ad Ameglia sul Magra, in Darsena a Viareggio e nella zona industriale di Massa. Giovedì sera Massimo Perotti, patron dell'azienda da ormai 5 anni da quando la rilevò da Jannetti, ha firmato un accordo finalizzato all'ingresso del Fondo italiano d'investimento (Sgr costituita da tempo dietro iniziativa del ministero dell'Economia) nel capitale sociale di Sanlorenzo. L'operazione prevede un investimento, da parte del fondo, in termini di equity, pari a 15 milioni, a fronte della sottoscrizione di una quota di minoranza (inferiore al 20%) della società nautica. Gli altri 15 milioni arriveranno, come premesso, da Perotti. Con l'operazione, Sanlorenzo punta ad espandersi, avendo come obiettivo principe (e annunciato) l'acquisizione di Baglietto, storica azienda di superyacht che da Viareggio si spostò vent'anni verso il Magra. Perotti - come ha scritto il Sole 24 Ore - intende aggiudicarsi il marchio e il cantiere della Spezia. Ma veniamo a cos'è Sgr Fondo Italiano. Voluto dallo stesso ministro dell'Economia Tremonti per sostenere le piccole e medie aziende italiane. All'interno del fondo da un miliardo di euro ci sono nomi grossi della finanza italiana. Parliamo di Intesa San Paolo, Unicredit, ma anche il Monte dei Paschi di Siena e anche la Cassa deposito e prestiti, ovvero la banva statale che gestisce i soldi che raccolgono le Poste con i buoni postali. Ma perchè la scelta di un aumento di capitale che però porta dentro l'azienda un elemento esterno (finora Perotti era proprietario praticamente al 100& dell'azienda nautica)? Perchè Sanlorenzo - nonostante i buoni fondamentali - aveva bisogno di un innesto di liquidità. Alla fine di una lunga due diligence (ovvero il controllo dei bilanci), il Fondo italiano d'investimento ha dato l'ok all'iniezione di capitali. Che poi questi soldi servano per l'assalto al cantiere Baglietto è naturalmente tutto da vedere. Perchè c'è da capire dove si andrà a finire con l'operazione Baglietto, dopo che è scoppiata la grana Galantini, ovvero il curatore fallimentare che la Camuzzi - proprietaria della Baglietto - ha chiesto di cacciare. Una vicenda sempre più ingarbugliata, dove però la proprosta di Massimo Perotti è molto chiara. Ovvero Sanlorenzo è pronto ad acquisire il marchio Baglietto ed i due siti produttivi di Spezia e Varazze. Mentre non ha nessun interesse a marchio e stabilimento dei Cantieri di Pisa. L'acquisizione di Baglietto comporterebbe comunque dei problemi per il tessuto produttivo apuano. Come già annunciato dallo stesso Massimo Perotti, Sanlorenzo sposterebbe le produzioni attualmente in corso nel sito produttivo di Massa, attualmente presi in affitto da un'altra società. Insomma l'area industriale di Massa, già falcidiata dalla crisi, perderebbe altro lavoro. Non così per Viareggio, dove la produzione non cambierebbe.
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