Il Tirreno

Versilia

«Un successo. E ora tutti ad Arcore»

Luca Cinotti
<b>TUTTI IN RIGA.</b> Lo striscione di tre chilometri srotolato a Lido di Camaiore
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TUTTI IN RIGA. Lo striscione di tre chilometri srotolato a Lido di Camaiore

I balneari esultano per il risultato del tuffo e preparano le prossime mosse

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 VIAREGGIO. Alla fine tutto ha funzionato come un orologio svizzero. Prima le danze in mare, fra un "Waka-Waka" e un più classico "Brigitte Bardot". Poi la chiamata del bagnino a riva, in attesa dell'aeroplano deputato a fare da starter. E infine tutti in acqua («Tenete i bambini per mano, mi raccomando»), anche a beneficio di macchine fotografiche e telecamere. Il grande tuffo, il "tuffo dei 100mila" ha pienamente soddisfatto i balneari che l'hanno organizzato contro le gare imposte dalla direttiva Bolkestein. E che ora si preparano a nuove iniziative, mentre prende sempre più corpo l'idea di una trasferta ad Arcore, direttamente sotto le finestre di casa del premier Silvio Berlusconi.  Difficile dire quante persone abbiano partecipato effettivamente all'iniziativa: gli organizzatori stanno fermi sulla cifra di 100mila, di certo soprattutto in alcune zone (Lido e Marina di Levante su tutte) lo spettacolo del serpentone umano era impressionante. Ma al di là della contabilità, lo scopo dei balneari (e del "Comitato no alla aste" in primis) sembra raggiunto: come ha spiegato Graziano Giannessi (Sib) «è un messaggio che lanciamo ai politici e a tutta la popolazione». Un passaggio importante, questo. Perché i balneari sembrano aver capito che nella loro battaglia per ottenere la deroga dall'Europa, non possono permettersi di rimanere isolati. E sanno anche (al di là di quanto possano dire in sedi ufficiali) che la categoria, per anni, non è stata certo vista di malocchio, soprattutto a causa dei (presunti) grandi guadagni rispetto a concessioni demaniali irrisorie.  Anche per questo Emiliano Favilla, uno degli animatori del Comitato, insiste sulla partecipazione: «Devo dire che è andata bel al di là di ogni nostra aspettativa. Io di feste sul mare ne ho organizzate tante, ma una cosa del genere non l'aveva mai vista».  Tutti i mezzi sono stati buoni per catturare il bagnante e convincerlo ad alzarsi dalla sdraio: dal maxistriscione di tre chilometri di Lido di Camaiore, alle cocomerate. E poi palloncini, magliette con slogan e simboli e musica, tanta musica, prima e dopo il tuffo.  La festa, insomma, è proseguita per tutto il pomeriggio. Il problema di come affrontare le richieste dell'Europa rimane però aperto. E i balneari nostrani sono pronti a ritornare sulle barricate, almeno quando la stagione sarà conclusa.  Fra le idee che bollono in pentola ci sono due trasferte. La prima, già ben concretizzata, è quello di un viaggio a Bruxelles, per interagire direttamente con quella Commissione Europea che sull'evidenza pubblica per le concessioni demaniali non sembra disposta a fare passi indietro.  La seconda, già avanzata qualche tempo fa e che ora sta riprendendo piede, è probabilmente più intrigante: andare (magari con ombrelloni e sdraio) davanti alla residenza del premier Silvio Berlusconi ad Arcore. Magari cercando di avere quell'incontro che, nei viaggi romani, finora è stato negato.  Dal punto di vista tecnico, il Comitato non cede un metro sulla sua posizione: «Noi siamo sempre perché l'Italia chieda a Bruxelles la deroga per il nostro settore» dice, secco, Favilla. Poca fiducia anche nella riapertura del tavolo con il ministro degli affari regionali Raffaele Fitto: «Non vorremmo trovarci di fronte a un film che abbiamo già visto». E che a loro non piace per nulla. SERVIZI ALLE PAGG. 2 E 3  

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