Il Tirreno

Versilia

Luna Park aperto: chiusura bloccata dal sindaco

Donatella Francesconi
Il presidio dei giostrai e, a lato, la discussione davanti al Comune
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Il presidio dei giostrai e, a lato, la discussione davanti al Comune

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 VIAREGGIO. Autorizzati ad occupare l'area del Luna Park, in Darsena, fino a martedì compreso. Il sindaco Lunardini ieri mattina ha firmato l'atto che consente di non chiudere il Luna Park a fronte dell'ordinanza emessa il 19 luglio a firma del dirigente comunale Angelo Bertolucci. Giostre aperte, dunque, per la gioia delle famiglie che le gestiscono e di tutti i bambini.  La decisione presa direttamente dal sindaco è arrivata alla fine di una mattinata convulsa, con i giostrai a presidiare il Municipio, bella schiera di bambini compresi. Insieme a loro - alla ricerca di una soluzione - il consigliere comunale Andrea Palestini (Pd), l'assessore alla polizia municipale, Athos Pastechi, e Andrea Antonioli della Cgil.  La mattinata era iniziata con una brutta notizia: Luna Park chiuso nel fine settimana e da lunedì ripresa della trattativa sul pagamento del suolo pubblico 2009 che l'assessore Vittorio Fantoni si era impeganto a non far pagare nei giorni drammatici dell'estate della strage. Chiuso perché l'ordinanza a firma Angelo Bertolucci oltre a revocare il suolo pubblico e prevedere lo sgombero delle giostre, ha revocato anche l'autorizzazione a funzionare. Con tutti i rischi del caso, per i titolari delle attrazioni ma anche per lo stesso Comune. Che, nelle more delle notifiche - una per ogni attrazione - lasciava un'attività in funzione senza autorizzazione.  A risolvere il rebus è intervento Lunardini che ha chiesto agli uffic di rimuovere gli ostacoli amministrativi al fine di consentire l'apertura del Luna Park. Apertura che il primo cittadino ha autorizzato personalmente «in considerazione delle ragioni addotte circa la sicurezza del complesso ed in assenza degli interlocutori qualificati della struttura amministrativa (causa ferie, ndr) con i quali rivenire possibili soluzioni all'ormai annoso problema del debito residuo».  «Ci chiedono di pagare quello che ci era stato promesso di non pagare - è la voce dei giostrai - ma non ci consentono di lavorare: e dove li troviamo i soldi?». Una volta appurato che al pagamento del 2009, nonostante le promesse in senso contrario, non c'è scampo i giostrai chiedono almeno di non pagare la mora.  Proprio su questo punto si devono concentrare gli sforzi della macchina comunale - ha spiegato il sindaco - per risolvere la questione.  Sulla quale interviene anche il capogruppo della Sinistra Arcobaleno, Milziade Caprili: «Non si può non tenere di conto il contesto in cui è maturato il non pagamento del suolo pubblico per il 2009. Fateli lavorare, per cortesia. Ricordatevi che cosa è stata l'estate 2009. Ricordatevi quanto quei tremendi lutti, quelle drammatiche distruzioni hanno pesato sullo spirito di un'intera città».  Al punto che ieri mattina la decana dei giostrai dichiarava: «Se proprio dobbiamo pagare per il 2009 preferiremmo destinare la cifra ai familiari delle vittime». Un gesto dal cuore, ed un bell'esempio per tutti.

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