Sicurezza
Luna Park: ordine di chiusura
Donatella Francesconi
Nel 2009 il Comune promise l'esenzione dal pagamento del suolo pubblico
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Dopo la chiusura del "Priscilla", caffé-tabacchi della Marina di Torre del Lago, ora tocca al Luna Park della Darsena. Colpito da ordinanza di «cessazione immediata» dell'attività con «contestuale sgombero del suolo pubblico». È giunta mezzanotte - cantava Modugno con il suo "vecchio frack" - si spengono le luci, si spegne anche l'insegna dell'ultimo caffé...Potrebbe essere questo l'inno triste di questa estate viareggina, tra crisi che tanto fa e amministrazione comunale che aggiunge al disastro i propri provvedimenti restrittivi. Compresa la rimozione dei cartelloni pubblicitari del Festival Pucciniano (Fondazione del Comune) a causa di una mancata comunicazione tra uffici competenti. L'ordinanza è datata 19 luglio ed è stata notificata ai giostrai in questi giorni, gli stessi nei quali la città che vive di commercio e turismo incrocia le dita nella speranza di "svoltare" la stagione. Il Luna Park, dunque, potrebbe essere chiuso in qualsiasi momento. La colpa è quella dell'«omesso pagamento relativo all'occupazione del suolo pubblico nell'anno 2009». L'anno del disastro ferroviario del 29 giugno. Mentre i giostrai si apprestavano ad aprire le proprie attrazioni nell'area del Palazzetto dello sport, lo stesso veniva trasformato in camera ardente in vista dei funerali solenni celebrati il 7 luglio, giorno nel quale il Luna Park avrebbe dovuto aprire i battenti. I giostrai, su richiesta dell'amministrazione comunale, smontarono anche la luminara - ed era inevitabile - per poi organizzare, a lutto terminato, una grande festa gratuita per tutti i bambini della città ancora sotto choc. In quella occasione - ha confermato un mese fa al "Tirreno" l'assessore al sociale Vittorio Fantoni - in Giunta più volte fu trattato l'argomento dell'impegno da prendere per venire incontro ai giostrai che per dieci giorni tennero le attrazioni chiuse, oltre a rimetterci il denaro dello smontaggio delle luminare. Le buone intenzioni di Fantoni, dei suoi colleghi e del sindaco Lunardini non si sono mai tradotte, però, in un atto concreto all'indirizzo della Viareggio Patrimonio, società titolare a riscuotere il dovuto, che ha inserito la somma in bilancio ed oggi ne pretende il pagamento. A fine giugno, quando la vicenda scoppiò - con la mediazione del consigliere comunale Andrea Palestini (Pd) in quanto presidente della commissione di controllo sulla Viareggio Patrimonio - sembrò possibile una delibera di Giunta nella quale definire l'entità dello sconto possibile e/o la rateizzazione dello stesso insieme ad un "abbono" della mora. Delibera di Giunta che non è mai arrivata, nonostante le rassicurazioni dello stesso sindaco Lunardini. Al suo posto, invece, c'è l'ordinanza. Con la contestazione di non aver dato seguito alla fidejussione da 15mila euro richiesta dal Comune. Fidejussione alla quale i giostrai si sarebbero impegnati - questo l'accordo ventilato ai primi di luglio - una volta avuto il testo della delibera di Giunta e dunque il quadro completo del pagamento richiesto. Nel frattempo i giostrai, colpiti dalla revoca dell'autorizzazione a gestire il Luna Park, si sono anche messi nelle mani di un legale. E ieri si sono riuniti in assemblea per decidere altre eventuali iniziative a tutela del proprio lavoro e della soprvvivenza delle proprie famiglie. Nella giornata di ieri si è interessato della possibile risoluzione della questione anche l'assessore Athos Pastechi, con delega alla polizia municipale, istituzione chiamata ad eseguire l'ordinanza firmata dal dirgente del Suap, Angelo Bertolucci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
