Il Tirreno

Versilia

Il parroco scomunica i videopoker

Marco Pomella
<b>SLOT.</b> Sopra, la sala al Piroscafo Sotto, don Damiano
◗
SLOT. Sopra, la sala al Piroscafo Sotto, don Damiano

Don Damiano preoccupato dall'invasione delle slot. L'assessore: vanno regolamentate

2 MINUTI DI LETTURA





 LIDO. «Situazione preoccupante». È chiaro il giudizio di don Damiano Pacini, priore di Camaiore. Il proliferare di videopoker e slot machine, non più solo in bar ed esercizi pubblici, ma in negozi dedicati esclusivamente alle macchinette per scommesse, preoccupa il parroco. Ultimamente a Lido ne sono sorti due, che si aggiungono ai già esistenti Bingo e Punto Snai.  E l'assessore al commercio, Claudia Larini, lancia l'idea: «Si potrebbe regolamentare questo tipo di attività». Già da qualche anno il litorale ha dato ospitalità alla Snai - centro per scommesse sportive - in viale Colombo, e al Bingo, in Passeggiata. Qualche mese fa, in primavera, ha aperto "Wonderland Slot House", in viale Colombo 406. Due sale esclusivamente dedicate alle macchinette per giocare: videopoker, slot machine, flipper e anche un vecchio biliardino. Poco distante, sulla via Aurelia, al posto dell'ex ristorante Piroscafo è pronta per partire "Super Slot", altra grande sala giochi di questo tipo.  Attività che non sono viste di buon occhio dal parroco don Damiano. «Queste attività mi lasciano molto perplesso. Sono preoccupato, perché la dipendenza da gioco porta le famiglie sul lastrico. Ho visto personalmente padri di famiglia che hanno dilapidato un patrimonio, e poi si rivolgono alla parrocchia per un pasto». Don Damiano è da sempre attento in particolare al mondo giovanile. «Mi chiedo se questi tipi di attività servano ai giovani e alle famiglie. Non credo. E non sono neanche giochi che stimolano l'intelligenza, come gli scacchi».  Spesso attività del genere si trascinano dietro polemiche sul tipo di clientela. «Basta stare vigili - dice Luciano Pieroni, gestore di Wonderland Slot House - ed essere chiaro con i clienti. Chiarire subito quel che è lecito fare, e quel che non è lecito fare. Qualche problema l'abbiamo avuto anche noi, ma risolto subito».  Altra questione: queste attività si sposano con la vocazione turistica, a carattere familiare, che contraddistingue Lido? «Direi di sì - risponde Claudia Bonuccelli, assessore al turismo - perché oltre alle famiglie, abbiamo puntato molto sul target dei giovani. Ovviamente è un fenomeno che va tenuto sotto controllo. Ma per ora non è stato elemento di disturbo per il turismo. Certo se continuassero a proliferare con questa velocità, forse dovremmo fare una riflessione».  Il Comune comunque non ha responsabilità dirette. «Per aprire un'attività del genere - spiega l'assessore al commercio Claudia Larini - basta un nulla osta della Questura. A noi si limitano a comunicare l'inizio attività. Ma visto che siamo in fase di modifica del piano strutturale, possiamo pensare di prevedere un numero massimo di questi negozi. Non voglio demonizzare nessuno, ma quattro-cinque sale slot a Lido mi sembrano già più che sufficienti. Non vogliamo mica trasformarci in Montecarlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa