Il Tirreno

Versilia

«Promossa». Ma era un errore

Simone Tonini
<strong>MOMENTO DECISIVO.</strong> Studenti davanti al cartellone degli scrutini
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MOMENTO DECISIVO. Studenti davanti al cartellone degli scrutini

Beffa dello scrutinio per una studentessa del Marzocchino. La famiglia ha saputo della bocciatura solo a fine luglio, al momento della formazione delle classi

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QUERCETA. La scuola è appena finita, l'estate è ormai arrivata. C'è solo un dettaglio da chiarire, ma non di poco conto, quello che può fare la differenza tra un'estate da godersi in libertà oppure di una delusione che fa svanire la magìa della bella stagione: sapere se si è promossi o bocciati. Ma a volte nemmeno i tabelloni dicono la verità: e così - è successo a Ripa - la magica parolina "ammesso" si rivela essere solo un errore. O, per meglio dire, un'incredibile beffa.

Qualche avvisaglia durante l'anno scolastico c'era stata e il passaggio alla seconda media forse è compromesso. Ma, si sa, la speranza è l'ultima a morire. Così, quando vengono esposti gli esiti degli scrutini, c'è ansia mista a curiosità; gli sguardi affollano le pagine nella bacheca bramosi di leggere il proprio cognome e il proprio destino. Per una studentessa delle scuole medie E. Pea di Marzocchino, sapere della promozione in terza media è stato forse una sorpresa ma sicuramente una grande gioia. Inaspettata, magari, ma evidentemente quell'ultima interrogazione o quel voto strappato all'ultimo tuffo hanno salvato l'anno scolastico.

È fatta, finalmente è estate. La ragazza torna a casa, la famiglia accoglie la bella notizia con entusiasmo. Poi, lo scorso 29 luglio, la favola si interrompe. Ci siamo sbagliati, dicono dalla scuola, sua figlia è bocciata. Tante scuse e buone vacanze, ci vediamo a settembre, sempre in seconda media. È una doccia fredda. «Ho scoperto per caso che mia figlia era stata bocciata - conferma la madre della ragazza -. Il cartellone riportava la scritta "ammessa" così come la pagella, che ho ritirato personalmente esclamando per la sorpresa mentre la professoressa annuiva».

Invece era tutto un errore: i giudizi sono stati trascritti male per ben due volte e non controllati, dice la signora, che è stata contattata solo pochi giorni fa, al momento della composizione delle nuove classi per l'anno scolastico 2011-12. «C'è stata superficialità da parte dei docenti responsabili della consegna delle schede e non solo. Le telefonate fatte dal preside solo al numero cellulare, senza contattarci al numero fisso in possesso dalla segreteria; l'invio di una raccomandata da noi mai ricevuta, senza che nessuno si sia accertato dell'effettiva consegna».

All'appuntamento fissato dalla segreteria per il 2 agosto tra preside, vicepreside e madre si presenta solo una professoressa che porta le scuse e dà le giustificazioni. «Il preside rintracciato solo telefonicamente (mentre, seppur cercato dal Tirreno, ieri non ha risposto, ndr) ha ammesso gli errori della scuola - conclude la signora - si è scusato ma non può ricevere la madre perché è ormai in ferie. Chi ci rimette? Solo la bambina convinta di essere stata premiata per l'impegno». La famiglia, è rammaricata e delusa. E a masticare amaro più di tutti, ovviamente, è proprio la ragazzina.

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