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Versilia

La preside querela Emiliano Favilla

La preside querela Emiliano Favilla

Filomena La Pietra ipotizza i reati di calunnia e diffamazione

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FORTE. Che sarebbe finita in questa maniera lo si poteva intuire già da qualche mese. Almeno da quando Filomena La Pietra, preside del Liceo scientifico Michelangelo, aveva richiesto un formale accesso agli atti per avere copia di una missiva a firma dell'ex assessore provinciale Emiliano Favilla. Una volta avuti in mano i documenti, la dirigente ha presentato uno denuncia-querela per diffamazione e calunnia nei confronti di Favilla.  Nelle 19 pagine presentate alla Procura di Lucca La Pietra (che è tutelata dall'avvocato Sandro Guerra) prende in esame ben ventun addebiti che Favilla mise nero su bianco in una lettera inviata al Provveditorato agli studi, alla direzione scolastica regionale e al Comune di Forte (non si fa alcuin riferimento, infatti, alla vicenda del bidello di Lido). 

Uno dei punti più delicati è l'accusa che Favilla avrebbe mosso a La Pietra di aver assunto il nipote del marito. Un accusa che - si legge nella querela - si concretizzerebbe in un vero e proprio abuso di ufficio. Non fosse che - precisa la preside - quell'uomo «non è né lontano parente né tantomeno il nipote di mio marito». E, comunque, aveva le caratteristiche per ricoprire l'incarico che gli era stato assegnato. Un punto per il quale La Pietra chiede che la Procura consideri la possibilità di procedere per calunnia (reato punito con una pena da 2 a 6 anni). Lo stesso si dica per l'accusa, ventilata da Favilla, di aver fatto pressioni sui docenti perché premiassero negli scrutini i ragazzi che avevano partecipato al progetto "Valorizziamo il futuro".  La Pietra rimanda al mittente (con allegate accuse di diffamazione) anche altri appunti che le venivano mossi. Come l'accusa di creare un vero e proprio clima da lager, con la negazione di ore di permesso al personale per analisi o visite mediche.

E l'ipotesi di diffamazione è avanzata anche per un'altra accusa di Favilla: quello di aver acquistato, in maniera ingiustificata alcuni beni (frigorifero, lavatrice, tassellatore, bicicletta) che poi sarebbero anche scomparsi dalla scuola. In questo caso - replica La Pietra - gli acquisti furono vagliati dal consiglio d'istituto e dalla giunta esecutiva ed erano funzionali all'igiene e alla sicurezza della scuola.


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