Sicurezza
Festival Puccini, Butterfly corretta da Okamura
Una Madama Butterfly "depurata", con 10 correzioni al libretto originale, adattata così a usi e cultura giapponese, andrà in scena il 6 agosto al Festival Puccini di Torre del Lago. Il regista giapponese Takao Okamura ha svolto un minuzioso lavoro
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Una Madama Butterfly 'depurata', con 10 correzioni al libretto originale, adattandola così a usi e cultura giapponese, andrà in scena il 6 agosto al Festival Puccini di Torre del Lago. Il regista giapponese Takao Okamura ha svolto un minuzioso lavoro filologico sull'opera modificando i passaggi che evidenziavano una «non perfetta conoscenza» della cultura del Sol levante da parte di Giacomo Puccini. Tra queste, alcune scene in cui Cio-Cio-San diventa Cio-Cio-Jo.
«Puccini - ha spiegato Okamura - non era mai stato in Giappone ma aveva conosciuto la cultura giapponese di riflesso, all'Expo di Parigi: ecco perchè nell'opera ci sono imperfezioni a cui ho cercato di porre rimedio». Le modifiche però, per volere dell'unica erede di Puccini, Simonetta Puccini, si sono fermate sulla carta: le si troveranno, infatti, riportate nel libretto ma non ci saranno nella rappresentazione. «Quello che ho modificato in scena - ha aggiunto Takao Okamura - sono solo gli aspetti non cantati». Così una scena del primo atto dove alcune donne in kimono si inginocchiano, è sostituita da un lieve inchino: ciò perchè nelle usanze del Giappone una donna non poggerebbe mai un lembo del suo abito in terra. E così sarà anche tagliata - come peraltro fece Puccini stesso nella versione di Brescia - la scena in cui Butterfly si abbandona ad un canto in strada. «Atteggiamento - ha rimarcato Okamura - che una geisha non avrebbe mai». E ancora lo zio Bonzo, parlando alla nipote, non l'avrebbe mai potuta chiamare Cio-Cio-San visto che il suffisso San indica una forma di rispetto non contemplata tra parenti: così nella versione corretta lo zio la chiama Cio-Cio-Jo. «Fin da studente - ha raccontato Okamura - trovavo intollerabili gli 'errori' di Puccini».
Il progetto di 'purificazione' della Butterfly nasce dalla collaborazione tra Teatro Npo di Tokyo e Festival Pucciniano con l'Istituto italiano di cultura a Tokyo. «E' un lavoro - ha detto il direttore dell'istituto Umberto Donati - che avvicina le culture di questi due Paesi». L'opera (in scena il 6, 11 e 18 agosto) vedrà il giovane Valerio Galli come direttore d'orchestra. Le scene sono di Naoji Kawaguci; i costumi di Yasuhiro Chiji. Nel ruolo di Cio Cio San ci sarà Sakiko Ninomiya; Mariella Guarnera e Kikimo Suehiro per Suzuki. Eventi collaterali 'L'Arte come Salvazionè, collettiva di scultura giapponese, e la mostra Kimono Collection.
«Puccini - ha spiegato Okamura - non era mai stato in Giappone ma aveva conosciuto la cultura giapponese di riflesso, all'Expo di Parigi: ecco perchè nell'opera ci sono imperfezioni a cui ho cercato di porre rimedio». Le modifiche però, per volere dell'unica erede di Puccini, Simonetta Puccini, si sono fermate sulla carta: le si troveranno, infatti, riportate nel libretto ma non ci saranno nella rappresentazione. «Quello che ho modificato in scena - ha aggiunto Takao Okamura - sono solo gli aspetti non cantati». Così una scena del primo atto dove alcune donne in kimono si inginocchiano, è sostituita da un lieve inchino: ciò perchè nelle usanze del Giappone una donna non poggerebbe mai un lembo del suo abito in terra. E così sarà anche tagliata - come peraltro fece Puccini stesso nella versione di Brescia - la scena in cui Butterfly si abbandona ad un canto in strada. «Atteggiamento - ha rimarcato Okamura - che una geisha non avrebbe mai». E ancora lo zio Bonzo, parlando alla nipote, non l'avrebbe mai potuta chiamare Cio-Cio-San visto che il suffisso San indica una forma di rispetto non contemplata tra parenti: così nella versione corretta lo zio la chiama Cio-Cio-Jo. «Fin da studente - ha raccontato Okamura - trovavo intollerabili gli 'errori' di Puccini».
Il progetto di 'purificazione' della Butterfly nasce dalla collaborazione tra Teatro Npo di Tokyo e Festival Pucciniano con l'Istituto italiano di cultura a Tokyo. «E' un lavoro - ha detto il direttore dell'istituto Umberto Donati - che avvicina le culture di questi due Paesi». L'opera (in scena il 6, 11 e 18 agosto) vedrà il giovane Valerio Galli come direttore d'orchestra. Le scene sono di Naoji Kawaguci; i costumi di Yasuhiro Chiji. Nel ruolo di Cio Cio San ci sarà Sakiko Ninomiya; Mariella Guarnera e Kikimo Suehiro per Suzuki. Eventi collaterali 'L'Arte come Salvazionè, collettiva di scultura giapponese, e la mostra Kimono Collection.
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