Italia
«E ora sciopero della fame»
Donatella Francesconi
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Regina, al centro, in un brindisi al Priscilla Priscilla, Regina risponde alla chiusura intimata alle 24
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TORRE DEL LAGO. «Siamo con te, lo sai...perché sei tutte noi». Regina e le sue ragazze, transessuali che sanno amare con due cuori. Regina ed il suo locale, quel "Priscilla" e la sua maxi scarpa-simbolo sull'ingresso, rigorosamente tacco 12, che per tutto agosto dovrà chiudere i battenti a mezzanotte. Lo ha deciso il sindaco Lunardini su indicazione del dirigente del Suap, Angelo Bertolucci. Un provvedimento contro il quale Regina Satariano ha annunciato la più estrema delle proteste: lo sciopero della fame. Due le segnalazioni della polizia municipale, sezione annonaria, a carico del locale per musica oltre l'orario stabilito. Orario fissato dal Regolamento comunale approvato alla fine di maggio e prorogabile solo per i locali che si siano dotati di apparecchiature per mitigare l'impatto acustico. Dopo la prima sanzione, il "Priscilla" avvisa il Comune - in data 18 giugno - di star provvedendo a mettersi in regola. Trovare tecnici e strumentazione in 15 giorni dal 25 maggio non è semplice, anche perché nel frattempo il lavoro entra nel vivo. Alla comunicazione del locale non fa seguito alcuna reazione da parte degli uffici preposti. Da giorni lo scriviamo senza che sia arrivata alcuna risposta sui motivi per cui questa comunicazione non sia mai stata presa in considerazione neppure per una risposta negativa. Il 29 luglio il "Priscilla" protocolla la pratica di avvenuta messa in regola. Il giorno dopo Regina viene a sapere del provvedimento restrittivo che lo stesso Suap sta preparando. Cronaca di "normali" rapporti con la burocrazia degli uffici comunali viareggini - raccontano i gestori dei locali - «alle prese con una specie di percorso ad ostacoli ogni volta che dobbiamo spostare un piattino». Ieri mattina l'incontro con il sindaco, tra gestori dei locali, dirigente, funzionaria, il direttore di Confesercenti Versilia, Alessandro Cerrai. Musi lunghi all'uscita, dopo due ore e mezza di confronto serrato, e poi l'annuncio di Regina: sciopero della fame. Con un'aggiunta alla complessa vicenda burocratica che vede il sindaco fermo sulla posizione per cui «c'è un Regolamento e va rispettato e fatto rispettare». Perché Regia spiega di «non aver ricevuto la contestazione della polizia annonaria la sera che sono arrivati dando poi il via alla seconda sanzione» e tantomeno «il verbale relativo ai fatti che hanno dato origine alla ordinanza del sindaco». Insomma, commenta Alessio De Giorgi - titolare del MamaMia - «siamo di fronte ad una condanna senza processo, visto che non c'è un verbale e neppure una notifica». Nonostante tutta l'ingarbugliata matassa burocratica sulla quale Lunardini da giorni risponde solo «gli uffici mi dovranno fornire le risposte», l'unico fatto che conta è la chiusra del "Prisiclla": tutti i giorni allo scoccare della mezzanotte la scarpa rossa all'ingresso si trasformerà in una ciabatta ed il locale dovrà chiudere i battenti. Per tre mesi. Compreso l'agosto zeppo di eventi, dal Mardi Gras, evento storico della Marina torrelaghese, alla corsa sui tacchi a spillo, a Miss Trans. Regina annuncia che presenterà ricorso al Tar, sottolineando come le ferie dei tribunali contribuiscano a rendere meno facili le cose. Ma il legale scelto «sta valutando - continua la presidente del Consorzio turistico Friendly Versilia - anche un'istanza al Comune affinché riveda la sanzione in autotuela». Il "Prisiclla", infatti, oggi è adeguato al Regolamento avendo acquistato e installato il sistema di abbattimento dei decibel. «Ma il dirigente del Suap - spiega Alessio de Giorgi - nel corso dell'incontro con il sindaco è stato chiaro: non vede gli estremi per un "ravvedimento operoso" da parte del proprio ufficio». Da mesi - va ricordato - Regina Satariano denuncia i fenomeni di illegalità sulla Marina di Torre del Lago, «cresciuti a dismisura proprio quest'anno», arrivando a parlare di vera e propria organizzazione messa in piedi dai casertani, una volta protagonisti nel settore edile, per aggirare la crisi manovrando gli immigrati magrebini sulla Marina. Una denuncia forte che non avrebbe avuto - lo testimoniano tutti i locali - «la giusta attenzione».
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