Il Tirreno

Versilia

Dipendenti contro il sindaco Neri

Simone Tonini
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MALUMORI. L’interno del municipio di Seravezza

«No ai trasferimenti». La replica: «Prima vengono i cittadini»

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 SERAVEZZA. Il Comune e i dipendenti sono ai ferri corti dopo la recentissima riorganizzazione degli uffici. In una lettera firmata da una quindicina di comunali si contesta «disappunto e rammarico» innanzitutto per le modalità di questa riorganizzazione: «È stata approvata con una deliberazione del 27 luglio ed è in vigore dal 1º agosto, senza preavviso e senza alcuna comunicazione né ufficiosa né ufficiale e senza informativa sindacale».  Ma i dipendenti attaccano anche nel merito della "rivoluzione": «Ci siamo sentiti trattare alla stregua di oggetti: personale che si trova praticamente trapiantato da un giorno all'altro in un altro settore con diverse mansioni, senza adeguato perdiodo di formazione e affiancamento per lo svolgimento dei procedimenti».  Non è andato giù, insomma, la riduzione delle posizioni organizzative (che a Seravezza sostituiscono i dirigenti) da 10 a nove, con l'accorpamento di cultura, attività economiche, sviluppo e turismo sotto il Suap, guidato da Pia Tonini.  Una rivoluzione che ha portato parte delle competenze (e dei dipendenti) della cultura a "migrare" sotto la fondazione, con altri spostamenti che sono seguiti "a cascata".  Lapidaria la risposta del sindaco Ettore Neri: «I passaggi porteranno a risparmi che potranno consentire anche nuove assunzioni. Abbiamo fatto una riflessione sugli impegni da prendere nei confronti dei cittadini: a noi interessa soddisfare le loro esigenze. E credo sia normale che, su 75 dipendenti, ci sia una parte che non è contenta della novità», conclude il sindaco.

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