La manifestazione
Asl in rosso per 8,5 milioni
Matteo Tuccini
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I CONTI DELLA SANITÀ. Lingresso principale dellospedale Versilia «Costi aumentati e meno soldi dalla Regione»
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VIAREGGIO. Circa 8 milioni e mezzo di euro: è questo l'ammontare del "rosso" in bilancio per l'Asl 12. Con una perdita contenuta rispetto alle previsioni (si parlava di 10 milioni) si chiude il consuntivo del 2010 dell'azienda sanitaria versiliese. «Cifre - affermano il direttore generale Giancarlo Sassoli e il direttore amministrativo Claudio Rapalini - che si spiegano con 2 milioni di trasferimenti in meno dalla Regione rispetto al 2009, e con proventi straordinari inferiori rispetto al passato». In parole povere, le famose alienazioni, cioè le vendite di immobili di proprietà che non servono più alla struttura, sono quasi giunte al termine. Come più volte spiegato, infatti, l'Asl ha ormai esaurito la collezione di gioielli di famiglia: restano solo da "smaltire" i terreni all'ex ospedale Lucchesi e all'ex colonia Laveno, entrambi a Pietrasanta. Due affari che i vertici dell'azienda sanitaria sperano di concludere presto, mettendo in cassa almeno 5 milioni e mezzo di euro. Mercato permettendo, ovviamente. Lacrime e sangue. Se il 2010 è stato difficile, quest'anno fare i conti sarà ancora più complicato. «Nel 2011 - afferma Rapalini - registriamo un ulteriore taglio di quasi 3 milioni (2,8) dalla Regione. E la spesa per il personale, che è il 40% del nostro bilancio, dovrà essere ridotta come imposto da una sentenza della Corte costituzionale». Una missione molto difficile: la sentenza, frutto di un contenzioso tra lo Stato e la Regione, vorrebbe che l'Asl, che nel 2010 ha speso quasi 100 milioni per il personale, portasse questa cifra sotto gli 87 milioni elargiti nel 2004. «Un obiettivo che per il momento non possiamo raggiungere», ammette Sassoli. Intanto, però, si bloccano assunzioni e turn over. Col rischio di veder inasprire il conflitto coi sindacati, già piuttosto nervosi - tanto da presentare un esposto in Procura - sulla questione delle mancate sostituzioni di medici e infermieri in malattia o maternità. Ma Sassoli è esplicito: «Fossimo un'azienda privata, dovremmo licenziare». «Costi aumentati». A mettere in crisi le finanze dell'Asl, spiegano i vertici, ci sono anche degli aumenti di spesa in settori importanti, e su cui si era annunciato un giro di vite. Che però, evidentemente, non c'è stato. Nel 2010 è aumentato il costo dei trasporti sanitari: quasi 2 milioni e mezzo contro i 2,3 del 2009. Colpa dell'aumento dei trasporti ordinari, cioè quelli non legati all'urgenza. Incrementata anche la richiesta di esami e diagnosi: l'Asl non fornisce cifre assolute ma parla di un 5% in più. Contenuta, invece, la spesa per i farmaci. «Siamo riusciti a invertire la tendenza grazie alla distribuzione diretta e a precise indicazioni ai medici di famiglia», dice il dg Sassoli. La quota versata ai dipendenti passa da 95 a 99 milioni di euro, con un surplus di 4 milioni tra 2009 e 2010.
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