Lutto
«Viareggio ha toccato il fondo»
Donatella Francesconi
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In bicicletta sulla sgangherata pista ciclabile Commercianti e albergatori all'attacco dell'amministrazione
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VIAREGGIO. «Viareggio ha toccato il fondo». Duro atto d'accusa da parte di Massimo Vivoli, direttore di Confesercenti regionale, che contesta le dichiarazioni dell'assessore al turismo, Nicodemo Pistoia: «Invito il sindaco Lunardini ad aprire una discussione su questa Giunta». Pistoia, dalle pagine del "Tirreno", domenica aveva lanciato la ricetta salva-vacanze: contenere i prezzi. Il dibattito che ne è seguita punta il dito sulla scarsa appetibilità di Viareggio come meta per i soggiorni turistici: tra scarso o inesistente decoro urbano («mettete un cartello di divieto di attraversamento pedonale in piazza D'Azeglio prima che qualcuno si ammazzi sulla pavimentazione indecente», è l'appello di Vivoli; parcheggi inesistenti; assenza di eventi appatibili e servizi adeguati. Tutti temi trattati nell'incontro sindaco-albergatori che si è tenuto sul finire di luglio. «Si percepisce che questa città non ha il coordinamento politico turistico che si meriterebbe. Un ruolo importante, in questo, lo può giocare un assessorato forte». Ma - si inserisce così Vivoli nella discussione - «Viareggio ha, ed è triste dirlo, una classe politica e di governo inadeguata ad affrontare i problemi della città». Il prodotto vincente - hanno spiegato all'amministrazione comunale gli albergatori presiduti da Beatrice Taccola - «è prima di tutto la destinazione turistica». Nel suo insieme. «L'albergatore può mettere in atto diversi prodotti/servizi per attirare clientela. Però se non c'è una rispondenza di accoglienza nel territorio, questi sforzi possono diventare vani». Ed ecco cosa manca in città, nell'elenco punto per punto, contenuto nel documento che gli albergatori hanno presentato al sindaco Luanrdini: mancanza di infrastrutture idonee a favorire l'arrivo o la permanenza dei turisti; la vivibilità, nel senso che in vacanza «non si deve trovare lo stesso inquinamento acustico che si ha nelle grandi città); trasporto pubblico inefficiente o non promosso; decoro urbano «non pervenuto»; stazione «come il Bronx»; autostrada non dotata di una segnaletica omogena di benvenuto, con indicazioni dei siti di interesse tursitici e degli alberghi in italiano e inglese. Senza contare che «i sacchetti di plastica per nascondere i cartelli dello spazzamento stradale sono proprio brutti». Ed è difficile negare. Gli albergatori non si sono limitati a segnalare cosa non va, ma hanno avanzato una serie di proposte, anche di facile realizzazione: scelte coraggiose per pedonalizzare alcune aree della città; una card che consenta di utilizzare i bus sull'intero arco del giorno e della notte in tutta la Versilia; un collegamento permanente con un vettore privato tra aeroporto "Galilei" e Versilia. In una visuale più ampia, al di là delle esigenze prevalentemente locali, il documento degli albergatori chiede di «rivedere completamente il sistema della classificazione alberghiera», ma anche un «coordinamento per le attività di promozione del territorio», attività questa oggi compito della Regione dopo la chiusura delle Agenzie di promozione turistica. «Secondo noi - continua il documento - serve trovare una forma di aggregazione tra le imprese che, in accordo con Provincia e Regione, gestisca la promozione del territorio». Se Viareggio non sta bene, la Versilia non se la passa meglio. Perché «da troppo tempo non trova una sintesi nella ricerca di azioni condivise e mirate per mantenere un flusso costante di fatturato durante tutto l'arco dell'anno. La parola destagionalizzazione non va più usata o meglio va dimenticata. Abbiamo l'obbligo di strutturare le nostre aziende in modo da poter offrire al cliente un prodotto che vada bene non solo per i periodi caldi ed assolati, ma che tenga conto anche del tessuto economico interprovinciale così da garantire una offerta legata alla congressistica e all'ospitalità in generale con tariffe equilibrate qualità/prezzo». Insomma, le aziende ci sono. E le amministrazioni? «Inizino - è l'appello - a confrontarsi con le categorie economiche prima di prendere provvedimenti che incidono sulle aziende, prevedano agevolazioni fiscali per chi investe, concordino con le imprese eventuali aggiustamenti del Piano territoriale di coordinamento».
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