Il Tirreno

Versilia

Famiglia cacciata dalla spiaggia

Luca Basile
Famiglia cacciata dalla spiaggia

Turista milanese viene fatto allontanare dai vigilantes dei bagni

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PIETRASANTA. Tramonto, mare e spiaggia: scenario perfetto per una foto-ricordo. «Ed invece niente da fare. Avevo appena iniziato a scattare la prima foto, quando si è avvicinato un addetto della vigilanza su spiaggia, che ha prima invitato mia moglie ad alzarsi dalla sdraio e poi ci ha consigliato, ma sarebbe meglio dire ordinato, di andare altrove, perché lo stabilimento balneare, vista l'ora, era chiuso al pubblico e, quindi, inaccessibile».  È pertanto amareggiato, Claudio Merosi, un milanese, che però da molti anni è amante della Versilia e del litorale di Marina di Pietrasanta, che ogni anno non manca di trascorrevi una periodo di vacanza. Quel lungo tratto litorale, dove nei giorni scorsi, Claudio Merosi, in compagnia appunto della moglie e dei due figli piccoli, aveva deciso di fare sosta per completare, con una visione stupenda da imprimere nella sua memoria ed in quella dei suoi familiari, l'album-immagine di vacanze, prima del suo ritorno a casa.  Ed invece... «Per carità, la persona in questione è stata gentile nei modi e ci ha ricordato - spiega ancora Claudio Merosi - che si limitava ad eseguire delle precise direttive, ma quello che ci ha fatto enorme dispiacere è l'essere stati allontanati da uno stabilimento balneare, a quell'ora vuoto, quando la nostra presenza non rappresentava certamente un motivo di pericolo, e nemmeno di fastidio».  Ma il rammarico di Claudio Merosi è anche quello di doverlo spiegare ai figli. «Vai poi a spiegare tutto questo a due bambini, già elettrizzati dall'idea di una passeggiata serale sulla spiaggia, che in una certa sede non ci puoi stare. La verità è che la spiaggia è di tutti, ma soltanto a parole. Nella realtà dei fatti c'è chi, per prevenire problematiche che certo non possono essere causate da un gruppo familiare, ti caccia in base a qualche assurda normativa, sicuramente legittima, ma certo non figlia del buon senso».  «Credo - sostiene Claudio Merosi, che soltanto nella Versilia attuale possano accadere certi episodi».  Duro il commento, a riguardo, del presidente dell'Associazione balneari Francesco Belli.  «Premesso che lo stabilimento balneare è aperto dalle ore 8 alle ore 20, con discrezionalità del concessionario di prolungare sempre l'apertura fino alle ore 24 e che, quindi, in linea molto teorica i Bagni - dichiara il presidente Belli - dopo una certa ora, potrebbero anche essere chiusi al pubblico. Resto esterrefatto di fronte a certe prese di posizione da parte degli addetti alla vigilanza. È dovere di un concessionario garantire il libero accesso su spiaggia. Come fai a dire ad una famiglia di non sedersi su una sdraio, o di uscire dal perimetro del bagno, alle otto e un quarto di sera? E' inaccettabile».  «Va bene prevenire i danni e i vandalismi agli stabilimenti e vanno più che bene i controlli, ma - afferma Belli - applicati con elasticità e sempre in un contesto di accoglienza, non cacciando, come capita, la coppietta dalla spiaggia o la famiglia che si siede per godersi il mare, quando lo stabilimento è chiuso. Poi ci meravigliamo se la nostra categoria, è mal vista. Certi episodi dovrebbero farci riflettere - conclude il ppresidente dei Balneari, Belli - Non è così che si fa turismo».

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