Il dolore
Arrestato mago delle carte clonate
Matteo Tuccini
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PER LEGGERE IL PIN. Ecco la mascherina con la microcamera incorporata Stava piazzando le "mascherine" al chiosco della Zattera in Passeggiata
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VIAREGGIO. Aveva individuato bene il luogo dell'esca: il bancomat del chiosco della Zattera in Passeggiata, a quell'ora del pomeriggio e per tutta la sera, è un viavai di turisti che prelevano contanti. Ma forse si è fatto prendere dalla foga. Perché qualcuno ha notato quell'uomo che armeggiava davanti allo sportello, e ha chiamato il 113. E quando la polizia è arrivata, intorno alle 18,30 di venerdì pomeriggio, lo ha fermato per un controllo. L'uomo, Liviu Theodor Munteanu, 29 anni, di nazionalità romena e residente a Torino, aveva con sé un telefono cellulare e qualche tesserina, tra cui una carta di credito prepagata. La polizia, però, gli ha perquisito anche l'auto, che era parcheggiata sul Lungomolo. E - stando a quanto riferiscono gli agenti - ha trovato all'interno cacciaviti e trincetti, ritenuti strumenti utili per "lavorare" sui bancomat, oltre che una pistola a pallini. Ma il bello doveva ancora venire. Un altro cittadino - il titolare di un bar ristorante vicino alla Zattera - ha avvertito gli uomini del commissariato: «Nel mio locale è entrata e uscita in pochi minuti una donna con una valigetta che ha chiesto di usare il bagno». E nel cestino della toilette i poliziotti hanno rinvenuto due "mascherine", evidentemente usate per copiare i chip delle carte e per riprendere con una microcamera i malcapitati mentre digitano il codice d'accesso (il cosiddetto pin). Ma chi era questa donna? L'immagine - l'ha riconosciuta il titolare del ristorante - faceva bella mostra di sé sul cellulare di Munteanu. E così i due sono stati collegati. Munteanu è stato arrestato in base alle nuove norme che puniscono chi manomette sistemi informatici: ora si trova in carcere a Lucca. Secondo quanto sostiene la polizia avrebbe "accalappiato" i codici di almeno sei carte bancomat. I tecnici sono al lavoro per recuperare tutti i dati. La donna, invece, è uccel di bosco: il commissariato la sta cercando. Come funzionava il trucco. Il sistema usato - secondo quanto riferiscono gli agenti - è assai ingegnoso, da maghi dell'informatica. Il malvivente recide la parte della fessura dove si infila la tessera e ne applica una farlocca, che contiene un piccolo ma importante segreto: un lettore che decritta il chip della carta e trasferisce i numeri in una memoria. In questo modo il ladro risucchia i cosiddetti dati interni alla tessera. Allo stesso tempo, viene inserita un'altra mascherina, sopra o a sinistra della fessura, che contiene una minuscola telecamerina. E che, attraverso un forellino, riprende la vittima mentre digita il codice d'accesso. In un secondo momento il clonatore recupera tutti i dati, li scarica sul pc e li abbina ai relativi pin. Poi li scarica su un'altra tessera, che a quel punto diventa il clone della carta autentica. E con quella passa al prelievo. Caccia alla complice. Secondo la polizia Munteanu non avrebbe potuto agire da solo. E quindi le indagini proseguono per individuare la donna - che tra l'altro è proprietaria dell'auto, una Punto color antracite, dove gli agenti hanno trovato il kit del clonatore - che avrebbe aiutato l'uomo, anche se in maniera non efficace, a disfarsi delle mascherine.
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