Il Tirreno

Versilia

Una cordata per il porto

Donatella Francesconi
L’approdo della Madonnina. A lato, l’area del Triangolino
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L’approdo della Madonnina. A lato, l’area del Triangolino

L'offerta di un gruppo di imprenditori della nautica

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 VIAREGGIO. Una cordata di imprenditori locali tenta il "colpo" di aggiudicarsi le azioni della società Viareggio porto, ferma nei suoi progetti dalla sfortunata gara del 2007 che il Consiglio di Stato ha annullato. Il gruppo di industriali della nautica ha incontrato, nei giorni scorsi, il sindaco Lunardini. Per presentare la propria idea e valutare con l'amministrazione comunale gli spazi per realizzarla.  La Viareggio porto è una società mista, pubblico-privata, nella quale il Comune di Viareggio detiene ancora la quota di maggioranza (51%). La gara annullata dalla sentenza del Consiglio di Stato avrebbe dovuto essere nuovamente indetta per poter restituire i dieci milioni di euro versati dalla cordata privata (Gruppo Ferragamo e Consorzio Etruria) per aggiudicarsi la quota di minoranza delle azioni.  Il tempo è passato fino al bilancio appena approvato dal consiglio comunale. Che contiene il riconoscimento del debito (oltre 12 milioni), le modalità di pagamento (concordate con il socio privato) e l'impegno a indire un nuova gara per potersi dotare dei capitali necessari a chiudere la partita 2007 e dare una nuova prospettiva agli approdi di Madonnina (esistente) e Triangolino (da costruire).  La cordate di imprenditori della nautica (ci sono alcuni dei nomi che contano nel panorama mondiale della costruzione e vendita di imbarcazioni di lusso) potrebbe mettere sul "piatto" una cifra intorno ai quindici milioni di euro. E la partita potrebbe chiudersi - si dice - senza necessariamente ripassare dal via, cioé da una nuova gara. Almeno questa sarebbe la speranza, e la proposta, della cordata che al sindaco Lunardini ha presentato il proprio progetto.  Certo è che i tempi - così si dice tra le banchine - devono farsi stretti. La situazione della Darsena viareggina è di crisi nera, ma quello che "tira" ancora sono proprio i posti barca. Senza contare che non c'è scampo all'onorarre il debito con i soci privati che non attendono altro che essere "liberati" dall'avventura viareggina finita come peggio non si poteva.  La vicenda della proposta avanzata dalla cordata di imprenditori - così mormora radio-banchina - è strettamente legata a quella della Autorità portuale che la Regione ha intenzione di istituire per gestire l'intero porto di Viareggio sul quale, ogni anno, riversa qualche milione di euro.  Autorità portuale che la Regione potrebbe affidare non a Stefano Maestrelli, esponente del Pd locale, che nel 2007 (all'epoca della gara) era il presidente della Viareggio porto, ma ad un manger vicino al gruppo Azimut: Lorenzo Pollicardo, già vice presidente di Ucina (la sezione nautica di Confindustria) proprio a Viareggio. Un nome, quello di Pollicardo, stimato quanto temuto, dagli stessi imprenditori del settore e relative categorie, proprio per la vicinanza con il colosso della nautica a livello mondiale.  Certo che la vicenda della gara e quella dell'Autorità portuale sono intrecciata per altri mille motivi. A cominciare dalla gestione delle banchine e relative concessioni da dividere tra società che gestisce gli approdi e privati che hanno più volte contestato i patti parasociali della Viareggio proto, e continuando con i lavori previsti ormai da anni al Triangolino, tra nuovo porto turistico e altrettanto nuova banchina commerciale.

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