Il Tirreno

Versilia

e Stefania Garruto

Alessandro Bartolini

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e Stefania Garruto  VIAREGGIO. «Un'amministrazione che sta facendo di tutto per uccidere il turismo nella nostra città, non s'interessa ai nostri problemi e non dà risposte». È questo lo sfogo dei commercianti del centro, più precisamente quelli che lavorano nella zona del mercato. La zona pedonale più grande di Viareggio che - proprio per questa sua qualità - potrebbe esprimere tutto il suo potenziale, è completamente deserta già a partire dalle 22,30, anche se qualche avventuriero non manca.  Nonostante la denunciata «indifferenza» dell'amministrazione e l'assenza di controlli per tutelare l'ordine pubblico (non sono occasionali gli episodi di vandalismo), i proprietari dei bar non demordono e si ribellano allo stato di totale abbandono in cui sentono di essere stati lasciati.  Spunta, tra l'inerzia generale che predomina gli altri commercianti, qualche "guerriero" intenzionato a non arrendersi e a ridare vita al centro: in testa a tutti, sicuramente, il bar "la Cubana", leader della movida fuori dalla zona mare.  Ci spiega Monica Sciorio, proprietaria del bar: «Il sabato sera - spiega la proprietaria, Monica Sciorio - abbiamo organizzato la serata "Gas Noise": casse apposite all'interno del locale in modo da garantire musica ai clienti senza disturbare i residenti. Abbiamo anche abbassato i prezzi: un "americano" in queste serate costa cinque euro, mentre il mercoledì, che è la "serata Sangria", questa bevuta si paga solo tre euro».  «Ma ci sono altre iniziative - continua Monica - come far pagare soltanto un euro gli shortini (una piccola dose di bevanda alcolica da bere "alla goccia", cioè tutta d'un colpo), ed è di gran moda tra i giovanissimi». Forse è per questo che "la Cubana" è diventato un vero e proprio punto di ritrovo per gli under 30.  Il bar "Irene" di via San Martino, invece, ha rinunciato (dopo essere stato il primo) a promuovere serate particolari visti i problemi avuti l'anno scorso: adesso, dedica solo il venerdì e una domenica al mese alla musica con artisti di strada. «La nostra è una realtà differente da quella di chi può far musica fino alle due di notte. Noi siamo obbligati a spegnere la musica alle undici e chiudere a mezzanotte. Insomma, dobbiamo subire il fatto che non vogliano farci fare il nostro lavoro» è lo sfogo del proprietario, Davide Pellegrini.  Ultimo dei temerari è il "Pixelcafè" in via Mazzini dove Max Mosello, il proprietario, organizza a venerdì alterni serate con musica house, un dj set con lo staff del Kama Kama e della Canniccia, che riesce a recuperare molte persone. I risultati sufficienti di soltanto tre locali - è la protesta generale - non possono compensare «un centro abbandonato, morto e lasciato solo». La città - è l'appello finale - «deve rinnovarsi, dentro e fuori, darsi da fare. Ma con l'aiuto dell'amministrazione» che, secondo i commercianti, nega loro ogni possibilità di sviluppo.  «Città rumorosa», ha scritto al "Tirreno" la signora Lisa Antichi. «Città morta», sembrano rispondere i commercianti che la animano. Il dibattito è tutto aperto...

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