Il Tirreno

Versilia

Sos occupazione. I sindacati: ingiusto che una struttura convenzionata con l’Asl si comporti così

Sette licenziamenti a Villa Alfieri

Matteo Tuccini
<b>ANZIANI.</b> Sopra, una donna viene aiutata da un&#146;addetta A destra, Villa Alfieri a Lido
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ANZIANI. Sopra, una donna viene aiutata da un’addetta A destra, Villa Alfieri a Lido

La Residenza per anziani cambia proprietà: tagliati dei posti di lavoro

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 LIDO. Sette lavoratori della residenza per anziani Villa Alfieri rischiano il posto dopo il cambio di proprietà della casa di riposo. La nuova società, infatti, ha disdetto il contratto con la cooperativa che dava lavoro agli addetti, assumendo la gestione diretta dei servizi.  Il cambio di proprietà, con il gruppo La Villa che ha acquisito la Dimogest e quindi anche Villa Alfieri, non sembrerebbe vincolare la società al mantenimento dei dipendenti, come avviene nel caso di un normale cambio di appalto. Perciò ora i sindacati annunciano una mobilitazione, e chiedono che per salvare questi sette posti di lavoro, di cui 3 assistenti agli anziani, 3 addette alle pulizie e 1 alla cucina intervenga l'Asl 12, con cui Villa Alfieri è convenzionata.  «La società La Villa che ha rilevato le quote della Dimogest, proprietaria della Rsa - affermano i sindacati Fp-Cgil e Fisascat-Cisl - ha disdettato il contratto di appalto con la cooperativa il Cardine, che gestisce il servizio e dal 1º agosto gestirà direttamente la struttura. Chi paga sono le lavoratrici».  «La società La Villa, che gestisce in Toscana diverse Rsa, con diverse convenzioni con il servizio sanitario, non conferma il personale che da anni lavora nella struttura e sceglie sulla base di un colloquio chi assumere e chi no. Ignorata, nella fattispecie, qualsiasi clausola di salvaguardia del personale che di punto in bianco, cambiando il soggetto gestore, si trova letteralmente sbattuto fuori dal proprio lavoro».  «Il personale che viene assunto - prosegue la nota - dovrà comunque superare il periodo di prova di 60 giorni di effettivo lavoro, dopo che, vale per molte lavoratrici, sono anni che svolge il servizio di assistenza od altro. Neppure le operatrici che sono in maternità trovano tutela in questo cambio di gestione, dato che la società La Villa, non garantisce la loro assunzione e alla fine del periodo di maternità, resteranno in carico alla cooperativa il Cardine, che, ovviamente non avendo altri servizi sul territorio, potrà facilmente lasciarle a casa».  «Non è accettabile che in un servizio pubblico, Villa Alfieri ha una convenzione con la Usl 12 per diversi pazienti, il personale venga messo alla porta. La Cgil Funzione Pubblica e la Fisascat Cisl chiedono che l'Asl e l'assessorato alla sanità della Toscana intervengano per chiedere la salvaguardia del personale e il rispetto del lavoro fin qui svolto. Non ci stiamo al gioco di chi vuole imporre con il ricatto della prova una nuova modalità organizzativa, prendere o lasciare, e si presenta il suo ingresso in struttura con la scure dei licenziamenti, non ci stiamo alla logica di chi divide il personale sfogliando la margherita: te si te no. Non ci stiamo alla logica di chi cambia la tipologia dei contratti, rimescolando contratti a tempo indeterminato che diventano contratti a termine, per qualche contratto l'inverso e lascia a casa diverse operatrici».

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