La protesta
Polemiche sul vincolo al Fiumetto
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Il fosso FiumettoSolito attacco per i privilegi dei vip con villa sul fosso
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FORTE. L'avvio del procedimento di vincolo da parte della Soprintendenza sui lotti confinanti con il Fiumetto, nel tratto compreso fra via 20 settembre e via Nizza, avviato soltanto pochi giorni orsono, fa già discutere. Ed a sollevare polemiche è Franco Raffaelli, ecologista, da sempre impegnato su questi temi, che ritiene il provvedimento «una prepotenza» sui cittadini. «Leggo su Il Tirreno l'articolo della presidente dell'Ente Ville - spiega Franco Raffaelli - che comunica l'inizio di questo procedimento sui lotti confinanti con il Fosso Fiumetto, nel tratto compreso tra via 20 settembre e via Nizza. Penso, però, che se questo provvedimento andrà in porto sarà l'ennesima prepotenza che molti cittadini di Forte dei Marmi subiranno da parte di pochi». L'ecologista Raffaelli ricorda quanto hanno fatto i cosiddetti "vip", che hanno costruito le loro ville lungo il Fiumetto, commettendo, così sembra, anche "abusi", non tenendo, quindi in alcun conto le norme di legge che regolano le questioni di vicinato e di distanza, ma anche gli obblighi di mantenimento delle condizioni di pulitura da erbacce e sistemazione delll'alveo del fiume stesso. E tutto questo, purtroppo, a detta di Franco Raffaelli, nella più completa indifferenza ed anche nel disinteresse delle amministrazioni comunali, che si sono avvicendate in tutti questi anni. «In questi ultimi trenta, quarant'anni, pochi cosiddetti vip hanno fatto sul percorso del fosso quello che hanno voluto, sotto il totale disinteresse di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute. Hanno costruito muretti e messo recinzioni, non rispettando le distanze di legge - afferma l'ecologista Franco Raffaelli - Hanno, in alcuni casi, aumentato il proprio fronte, restringendo l'alveo, gettando in esso materiale da riempimento». «Quello che invece non hanno mai fatto - continua Franco Raffaelli - è la pulizia delle sponde; è, infatti, di loro spettanza l'estirpazione di erbacce, arbusti e piante infestanti. Questi lavori vengono eseguiti, loro malgrado, dagli operai del Consorzio, ogni volta che devono accedere al canale di bonifica per le pulizie di loro competenza degli argini e dell'alveo del canale medesimo. Le spese straordinarie che ne derivano vengono così pagate e ripartite fra tutti i cittadini». «E visto che siamo in argomento - prosegue la denuncia di Franco Raffaelli - viene spontaneo chiedere al sindaco Buratti, che esito hanno avuto i verbali ricevuti e mandati dal Consorzio di Bonifica, riguardanti le infrazioni rilevate dalle guardie del consorzio medesimo a carico di molti proprietari di lotti confinanti con il Fosso Fiumetto?». «Non sarà - continua Franco Raffaelli - che dopo qualche riunione di dovere tutto sia finito nel dimenticatoio? Parliamoci chiaro, il vincolo sul Fosso Fiumetto non serve a niente, serve solo ad aumentare la prepotenza di alcuni, la burocrazia, i cavilli ed il non fare. Quello che serve veramente è che si sveglino finalmente le autorità competenti e facciano rispettare la legge vigente sulle distanze ed, inoltre, che si risolva il problema dell'inquinamento delle acque». Perv l'ecologista Franco Raffaelli, che ha seguito con interesse tutta la vicenda, «Basterebbe che il territorio di Roma Imperiale fosse servito dal depuratore; e pensare che entro l'estate del 2.000, per legge, a tutte le abitazioni doveva essere garantito questo servizio».
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