Il Tirreno

Versilia

Marzocco, arredi nel mirino

<b>ARREDI.</b> Le sedie colorate del ristorante Marzocco
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ARREDI. Le sedie colorate del ristorante Marzocco

Le sedie colorate del ristorante piacciono agli esperti dei media ma cozzano invece con il regolamento comunale del settore

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 PIETRASANTA. Si sono "scomodati" anche gli esperti delle rubriche di Velvet-Repubblica e Sette-Corriere della Sera, per saperne di più e scrivere di quel ristorante "sospeso" lungo via Marzocco, fra esclusività gastronomiche ed arredi a vario colore e forma. Quel ristorante che prende il nome dell'omonima strada, il "Marzocco" appunto, e che è gestito da Pino Pugliese, siciliano d'origine, che fra pietanze, salse e dolciumi, ha fatto fortuna in vari angoli del mondo, prima di prendere "casa culinaria" nella cenatown pietrasantina, dove è crocevia privilegiato di una vasta clientela.  Il fatto è che sono stati proprio gli arredi "gioiosi" del Marzocco a finire nel mirino del Comando di Polizia municipale; come noto, all'interno delle mura cittadine vige un regolamento che esercenti e commercianti sono chiamati a rispettare. In sostanza, al bando le sedie di plastica, i colori sgargianti, le fioriere in contenitori impropri; regolamento che però, a dire il vero, non tutti prendono come oro colato. Da qui il giro di vite dell'amministrazione comunale. E così, qualche giorno fa, referenti del Comando hanno fatto tappa al Marzocco: foto, verifiche, rituali di prammatica. «Un regolamento, a mio avviso - spiega Pugliese - nel momento in cui lo redigi, deve sempre tenere conto del contesto in cui viene applicato. Nell'esercitare la mia attività ho sempre avuto particolare cura nell'individuare arredi che caratterizzassero, sia il mio gusto, che quello del mio ristorante. Al Marzocco niente è casuale, né le lattine di varie dimensioni e colore che contengono piantine, né le luci posizionate sopra la testa dei clienti, né le fioriere. Vado per mercatini, è una mia passione, guardo, scelgo e propongo. Il contorno è importante e molti clienti privilegiano il Marzocco, anche per i suoi arredi. Ho dovuto rimuovere, ad esempio, 4 sedie "Montoya", perché realizzate con elementi in plastica; eppure, stiamo parlando di un perfetto esempio di modernariato dal costo superiore al migliaio di euro».  «Quello che voglio dire - continua Pugliese - è che ben venga il rispetto delle regole, ma tutto questo, evitando di uniformare o, comunque, privare un locale di quel qualcosa che lo distingue. Nel mio ristorante tutto è studiato, ben ponderato, anche il dettaglio che a prima vista può sembrare un rimedio. Non lo è e chi mi conosce e ci frequenta, non solo, quindi, le testate di settore, lo sa. Di tutto questo, degli arredi intendo, sarebbe opportuno discutere a fine stagione, lavorando insieme, noi esercenti e l'amministrazione, a soluzioni funzionali al centro storico e ancora a chi vi lavora, evitando di mortificare l'estro e le singole peculiarità di bar e ristoranti». L.B.

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