Attenzione
Manca ancora l'Internet veloce
Simone Tonini
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INTERNET. Un utente naviga sul proprio pc Su Facebook il gruppo di protesta degli utenti della montagna
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SERAVEZZA. La banda larga sulla montagna seravezzina attraverso il wireless, ossia il collegamento ad Internet "senza fili", funziona male. Quando funziona, cioè quasi mai. La copertura era stata affidata, tramite un bando pubblico, ad Eutelia. Sembrava che, finalmente, anche la montagna seravezzina (e non solo) potesse essere coperta dalla banda larga, un servizio ormai indispensabile e che lo sarà sempre di più per la progressiva informatizzazione delle pubbliche amministrazioni. E, soprattutto, veniva colmato il cosiddetto "digital divide" (divario digitale), offrendo a migliaia di cittadini quello che normalmente accade nelle città (specialmente quelle più grandi) ossia la possibilità di collegarsi ad Internet attraverso una rete adeguata. Invece tutto questo non è avvenuto, come testimonia il Comitato della montagna seravezzina che ha costituito anche un gruppo di dibattito su Facebook. «Si è costituito un comitato per risolvere il mal funzionamento della banda larga tramite wireless (gestito da Eutelia) nella montagna di seravezza - dice Alberto Leonardi, coordinatore del comitato - in particolare nella zona Basati-Minazzana. Abbiamo coinvolto direttamente le istituzioni riuscendo ad organizzare un incontro con la Provincia delegato, un tecnico dell'azienda Eutelia e un tecnico dell'azienda Eurolab che gestisce il servizio wirless nel comune di Seravezza». Nonostante l'impegno dei cittadini, niente è cambiato. «Promesse tante ma la situazione rimane sempre la stessa - aggiunge Loeonardi - Il problema principale è il sottodimensionamento della rete. In sostanza la rete che gestisce il servizio non è adeguata al numero di utenti che hanno stipulato il contratto e nel momento di maggior affluenza la linea non riesce a supportarli tutti. Inoltre l'ultimo ripetitore della tratta che serve le zone della montagna non entra nella circolarità della ripetizione del segnale, e subisce questo problema». La copertura, dicono, è stata potenziata là dove esisteva già, ma non sulla montagna, dove invece serviva di più e dovevano essere adoperati i finanziamenti pubblici. «L'anello principale dei ripetitori non raggiunge le zone rurali, bensì le aree dove era già presente l'Adsl di Telecom: il progetto però era stato finanziato per superare il digital divide cui è soggetta la montagna che non è raggiunta via cavo dall'Adsl. Inoltre la linea non è costante, quindi non è sempre disponibile durante l'arco della giornata, e soprattutto non tutti gli utenti riescono ad avere lo stesso segnale a distanza di pochi metri di abitazione. Nel periodo invernale, all'incirca per un mese, tutta la zona rimane scoperta dal segnale, per vari problemi di agenti atmosferici, tipo temporali e vento forte». A questo punto, urgono chiarimenti. «Vogliamo capire se è giusto che il servizio debba funzionare in questo modo oppure, visto che lo paghiamo circa il 50% in più di altri gestori Adsl, una bella cifra e soprattutto, visto che sono stati utilizzate risorse pubbliche, se non sarebbe opportuno risolvere il problema».
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