Attenzione
Le creature di Mauro Corda danzano per le strade
Cesare Bonifazi Martinozzi
A Forte dei Marmi la mostra dell’artista francese in metallo luminoso: "Non è più come una volta. Ora è l’arte che va a trovare la gente. È bello che i visitatori siano assolutamente casuali"
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FORTE DEI MARMI. La mostra “Riflexion” dello scultore francese Mauro Corda resterà esposta fino al prossimo 25 settembre nelle vie del centro di Forte dei Marmi, nel cuore della città da piazza Garibaldi, via Spinetti fino a via Carducci. Il titolo dell’esposizione “Riflexion”, è un richiamo esplicito al materiale con cui sono state realizzate le sculture: una particolare lega d’alluminio con una finitura sottile d’argento chiamata “bronzo bianco”. Un metallo luminoso e, appunto, riflettente che ha reso originali le opere di Mauro Corda, realizzate alla Fonderia Del Chiaro di Pietrasanta.
La selezione vuole omaggiare Forte dei Marmi come città di mare. Anche per questo motivo spicca un acquario di 6 metri, in Piazza Garibaldi, un cubo con pesci d’ogni forma e dimensione che formano un gioco di luci e riflessi che creano l’illusione di un vero fondale marino.
Che ruolo ha Riflexion nel suo percorso artistico?
«Studio come la forma umana si relaziona con lo spazio e lavoro con materiali diversi: bronzo, marmo, ferro, resina. E’ tutta la vita che faccio scultura e per me il materiale è essenziale. E’ importante come l’opera stessa. La mostra è solo un modo per farmi conoscere».
Persone dentro cerchi, moderni uomini vitruviani. Altri ritratti sono deformi.
«In realtà ritraggo la vita. La vita è molteplice, può essere bella o brutta, amorevole o scioccante. Faccio figure armoniose ma non solo. All’inizio alcune mie opere avevano un sapore diverso, ora sono uscite completamente dalla materia.».
La sua scelta di esporre in Versilia?
«Sono venuto in Toscana, perché ero interessato al marmo. Ovviamente Carrara è famosissima per questo. E io ero interessato alla sua lavorazione, alle tecniche, al materiale».
Perché una mostra in strada?
«Quando me l’hanno proposto mi è piaciuta subito l’idea e ho subito detto sì. Sono uno che viaggia e vede molte cose. L’idea stessa della fruizione dell’arte è cambiata. Mentre prima era la gente che andava a vedere l’arte, ora è l’arte che va a trovare la gente. E’ bello che i visitatori della mostra siano assolutamente casuali».
Sembra che il mondo dell’arte si stia adattando alla crisi economica.
«Io la crisi non la sento. Non l’ho mai sentita. Il problema è che istituzioni e politica non sono intenzionate a investire nel settore, in ogni senso. Culturalmente ed economicamente. Non si investe sulla sensibilizzazione dell’arte. In Italia la qualità degli artigiani è ancora ottima. Ho appena realizzato un pescecane di 4 metri per il re del Marocco. Ho in cantiere una decina di opere. Il pubblico forse non ha soldi da spendere, ma il privato è disposto a pagare, e anche molto».

La selezione vuole omaggiare Forte dei Marmi come città di mare. Anche per questo motivo spicca un acquario di 6 metri, in Piazza Garibaldi, un cubo con pesci d’ogni forma e dimensione che formano un gioco di luci e riflessi che creano l’illusione di un vero fondale marino.
Che ruolo ha Riflexion nel suo percorso artistico?
«Studio come la forma umana si relaziona con lo spazio e lavoro con materiali diversi: bronzo, marmo, ferro, resina. E’ tutta la vita che faccio scultura e per me il materiale è essenziale. E’ importante come l’opera stessa. La mostra è solo un modo per farmi conoscere».
Persone dentro cerchi, moderni uomini vitruviani. Altri ritratti sono deformi.
«In realtà ritraggo la vita. La vita è molteplice, può essere bella o brutta, amorevole o scioccante. Faccio figure armoniose ma non solo. All’inizio alcune mie opere avevano un sapore diverso, ora sono uscite completamente dalla materia.».
La sua scelta di esporre in Versilia?
«Sono venuto in Toscana, perché ero interessato al marmo. Ovviamente Carrara è famosissima per questo. E io ero interessato alla sua lavorazione, alle tecniche, al materiale».
Perché una mostra in strada?
«Quando me l’hanno proposto mi è piaciuta subito l’idea e ho subito detto sì. Sono uno che viaggia e vede molte cose. L’idea stessa della fruizione dell’arte è cambiata. Mentre prima era la gente che andava a vedere l’arte, ora è l’arte che va a trovare la gente. E’ bello che i visitatori della mostra siano assolutamente casuali».
Sembra che il mondo dell’arte si stia adattando alla crisi economica.
«Io la crisi non la sento. Non l’ho mai sentita. Il problema è che istituzioni e politica non sono intenzionate a investire nel settore, in ogni senso. Culturalmente ed economicamente. Non si investe sulla sensibilizzazione dell’arte. In Italia la qualità degli artigiani è ancora ottima. Ho appena realizzato un pescecane di 4 metri per il re del Marocco. Ho in cantiere una decina di opere. Il pubblico forse non ha soldi da spendere, ma il privato è disposto a pagare, e anche molto».
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