Il Tirreno

Versilia

Bivacchi in pineta di Ponente

<strong>MARCO POLO.</strong> Rifiuti nella pineta di via Fratti
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MARCO POLO. Rifiuti nella pineta di via Fratti

Viaggio tra preservativi, lattine, cartoni e resti dei pasti

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VIAREGGIO. «I bivacchi in pineta di Ponente? Sono stati tutti smantellati». Così i vigili urbani hanno risposto nei giorni scorsi ai proprietari dei cani multati perché non avevano l'animale al guinzaglio. Le foto che pubblichiamo in questa pagina sono state scattate sabato mattina da un lettore che ha voluto testimoniare lo stato del parco nel cuore della città, bivacchi compresi. Il "viaggio" fotografico è iniziato in via Zara ed è terminato in via Vespucci. Cartone dopo cartone, capi di abbigliamento dopo capi di abbigliamento (pantaloni e scarpe), camminando su un un vero e proprio tappeto di rifiuti di ogni tipo. Compresi quelli che raccontano le attività svolte nel verde della pineta di Ponente: sesso, testimoniato dai preservativi e loro contenitori, e lo spaccio di droga tra siringhe abbandonate e involucri nei quali vengono avvolte le dosi.  Tra i cespugli non tagliati, gli arredi divelti, la recinzione della pineta di via Zara che da mesi non c'è più, i pezzi abbandonati in quello che un giorno era un parco per bambini, si contano lattine di birra, contenitori del vino venduto in cartoni, scatolette di tonno, bottigliette di plastica ed una "tappezzeria" di lattine.  Così ad ogni ora del giorno e della notte. Tra le lamentele di chi, quella pineta, la vive quotidianamente, sia di giorno che (soprattutto) di notte. A maggio, dopo ripetute denunce, i controlli delle forze dell'ordine si sono intensificati. «Gli agenti a cavallo si vedono durante il giorno - spiega la signora Simona, del chiosco "Buonumore", che dà sulla via Marco Polo - ma i giri di spaccio cominciano incessanti durante la notte. Sono sempre i soliti stranieri, e li vedo passare tranquillamente da una pineta all'altra, sempre le stesse facce, non ci si sbaglia».  «È inutile che facciano le cose una volta sola e senza costanza - afferma Riccardo Cipriani, del chiosco "Il Coriandolo" - ci vorrebbero più controlli e pulizia durante tutto l'anno. C'è chi è stato messo in ginocchio da questa situazione: le persone hanno paura a venire in pineta, è una psicosi collettiva che si ripercuote su noi commercianti. Se tutto fosse a norma, chi spaccia non avrebbe le zone adatte per fare quello che fa».  C'è chi addirittura ha scelto di chiudere la propria attività durante la notte, dopo anni di servizio. È il bar "La Pagoda", sul viale Capponi: «Non siamo tranquilli la sera - asseriscono i proprietari - il giro è smesso a maggio con l'intensificarsi dei controlli, ma è ripreso poco dopo. Come se non bastasse la sporcizia e il degrado sono sotto gli occhi di tutti».  È senz'altro peggiore la situazione della Pineta al di là della via Marco Polo, e ce lo spiegano le titolari di una nota attività, che per paura di ripercussioni, preferiscono rimanere ignote: «In questa parte di pineta lo spaccio non è mai smesso - spiegano -: le solite persone hanno in mano la zona. A partire dalle 20,30 è un via vai continuo di individui che posteggiano la macchina in via Buonarroti e scendono al volo per comprare la droga. Tra l'altro volti di viareggini molto noti». Donatella Francesconi e Isotta Boccassini

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