Il Tirreno

Versilia

«Tumori, i decessi stanno diminuendo»

Il primario del Versilia: unico dato anomalo è sul polmone

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 VIAREGGIO. La mortalità da tumore è un fenomeno preoccupante, ma i numeri che piazzano la Versilia al 1º posto in Toscana sono in diminuzione. Ad affermarlo è il dottor Domenico Amoroso, primario di oncologia all'ospedale Versilia. Che, però, rivela la maggiore mortalità da tumore al polmone sul territorio, neoplasia che può avere una latenza anche di 10-20 anni e che viene imputata soprattutto al fumo. E parla di «tanti nuovi casi di tumori che vengono diagnosticati». Basti pensare che che dai 650 pazienti del 2005 in oncologia si è passati agli 850 del 2010. Mentre il numero delle chemioterapie è passato da 4.500 a 6.000.  «Indubbiamente, dal punto di vista epidemiologico - afferma Amoroso - è bene anche ricordare che l'incidenza delle neoplasie (cioè il numero dei nuovi casi) è in costante aumento in tutto il mondo per effetto soprattutto della diagnosi precoce e degli screening. Ed è bene ricordare anche come, per alcune neoplasie, come il tumore alla mammella, la diagnosi precoce, gli screening, le nuove tecniche chirurgiche e di radioterapia, le nuove chemioterapie e terapie biologiche hanno consentito di ridurre, a partire dagli anni 2000, la mortalità per questa neoplasia».  Per altri tumori, come quello del polmone, sicuramente il discorso è differente. «Innanzitutto - dice Amoroso - perché non esistono ancora metodi efficaci di screening e di diagnosi precoce, per cui nella maggior parte dei casi la malattia si presenta in fase avanzata; in secondo luogo, si assiste ad una elevata mortalità perché, fino a non molti anni fa, non esistevano terapie efficaci».  «Per quanto riguarda altre possibili spiegazioni sulla causa della maggiore possibile incidenza di tumori del polmone nella nostra area geografica, molti cittadini ritengono che alcune attività produttive siano la spiegazione: le serre, la cantieristica, il lapideo, l'inceneritore, lo smog cittadino (e soprattutto le polveri sottili). Per questi aspetti, è bene ricordare alla cittadinanza come nessuna analisi effettuata dall'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica di Firenze, cui arrivano tutti i dati di incidenza e mortalità, ha mai messo in evidenza la presenza di aree del territorio versiliese nelle quali sia presente un più elevato numero di decessi per tumori in rapporto a queste attività. Questo non significa che le attività produttive non possano essere un determinante importante nella genesi di alcune neoplasie, soprattutto se esiste contemporaneamente l'abitudine al fumo, all'alcool, sedentarietà e ad una alimentazione scorretta».

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