Sicurezza
Risorge domani La Bottega del Bonci
Luca Basile
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LA BOTTEGA DEL BONCI. Foto storiche del bar pezzo della storia della città Riapre il bar alimentari di viale Apua che fece la storia di Fiumetto
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MARINA. L'istantanea, in bianco e nero, volge lo sguardo ad un passato, lontano, fatto di cose semplici, autentiche "Passa dal Bonci e segna che poi pago a fine mese" era la missiva della mamma consegnata al figlio chiamato a recarsi in quel bar-salumeria immerso nell'ombra del viale Apua, a Fiumetto. Poi il Bonci, con il suo retaggio di ricordi innescati all'albore del 1920, una decina d'anni fa disse basta: perché così va la vita, con la sua scorta di problemi, stanchezze di vario genere e progetti in divenire. Ma quei fondi abbandonati che, in un certo senso, hanno condiviso la storia di generazioni di pietrasantini e marinelli, erano un colpo al cuore di chi, dentro sé, cullava l'idea di una riapertura all'insegna del 'come eravamo'. Quella riapertura che domani pomeriggio, alle ore 18, negli stessi ambienti che si affacciano sul viale Apua, si tradurrà in una nuova realtà. «Abbiamo deciso di abbandonare, per una serie di motivi, il vecchio nome del Bonci e di chiamarlo semplicemente La Bottega - spiega Serena Del Soldato, che con il babbo Luca e la mamma Veronica Bonci è l'anima del progetto -. Per il resto tenderemo a tutelare le atmosfere e gli ambienti di una volta, quando il Bonci era un crocevia di riferimento per la gente del posto, un luogo di ritrovo e di chiacchiere, voluto inizialmente dal mio bisnonno Giuseppe e poi portato avanti dai nonni Titano e Frida, due autentici personaggi che sono rimasti nella memoria di tutti. Dal Bonci si andava per prendere il prosciutto, "quello buono" o per bere un bicchiere di vino, giocare a carte e fare la spesa. Ecco, questa riapertura, è un omaggio a loro, ai tempi che furono, alla volontà di non seppellire un ricordo, ma di farlo tornare a vivere». E infatti, all'interno del locale, troverà spazio una splendido modello di affettatrice, di color rosso, «quelle che si usavano una volta» e ancora ci sarà spazio per il prosciutto e il salame, le panzanelle, il pane di ogni tipo, il vino e la birra sfusi nel segno della "qualità", per un excursus di sapori "genuini, intensi, veri" per dirla con le parole di Serena. In realtà "La Bottega" avrà ben poco a che a vedere con il bar o il negozio di alimentari del passato che fu. «Abbiamo pensato ad uno spazio complementare, ad un vero punto di ritrovo: da una parte il locale dove, dalle 18 alle 24, si potranno fare spuntini con pietanze fredde, taglieri di salumi e formaggi, stuzzichini di varia tipologia, per veri e propri pasti da consumare in una corte interna, immersa nel verde. Insomma, si "farà serata" o merenda, in un contesto - spiega Serena Del Soldato - che in passato accoglieva matrimoni e comunioni. Poi, attiguo, abbiamo allestito una galleria espositiva fotografica, con rassegna di immagini di autore e ancora con un set, sempre fotografico, da dare in affitto. Il vernissage di domani vedrà protagonista Tony Mc Gee, un grande della fotografia, soprattutto nel campo della moda: ha "scoperto" Kate Moss e seguito, passo dopo passo, la carriera, fra gli altri, di Tina Turner e Wham. Una presenza importante». Il resto, tutto il resto, lo porterà in dote il ricordo, con la voglia di riprendere il filo di un discorso interrotto, per inerzia, ma che è sempre rimasto ben impresso nella memoria di chi ha vissuto, direttamente o di riflesso, "il Bonci".
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