Il Tirreno

Versilia

Sorpresa, la Butterfly è anche in prosa Tre date per il dramma di Belasco

Lisa Domenici
Sorpresa, la Butterfly è anche in prosa Tre date per il dramma di Belasco

La storia di Butterfly, l'ascolteremo anche in prosa il 16, 17 e 19 agosto all'auditorium Caruso dove andrà in scena l'omonimo dramma di David Belasco. E' una novità assoluta per il Festival Puccini che, in questo modo, risale alle fonti dell'opera

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a regia è di Vania Bonetti e le scenografie di Angelo Bertini, autore anche dei costumi realizzati dalla Fondazione Cerratelli. Questi gli attori; Manuela Congia (Butterfly), Alice Bachi (Suzuki), Paolo Giommarelli (Sharpless), Simon Blackhall (Pinkerton), Paolo Cioni (Yamadori), Giacomo Lucarini (Nakodo), Cristina Gardumi (Kate). Poi Leonardo Moriconi (Guaio), Tommaso Olivieri e Bianca Bertini (servitori).
La vicenda si svolge nella casa di Butterfly ai piedi della collina di Higashi di fronte al porto e corrisponde al 2º e 3º atto dell'opera di Puccini, quindi l'attesa per il ritorno di Pinkerton e la morte della protagonista. Il sipario si alza su Butterfly e Suzuki. La prima ricorda che Pinkerton le ha promesso di tornare quando i pettirossi faranno il nido. Questo fa da motivo conduttore, tanto che Butterfly vi pronuncerà le ultime parole: «Peccato, che quei pettirossi non abbiano rifatto il nido» dirà svelando tutta l'amarezza di essere stata presa in giro.

Puccini vide la tragedia giapponese in un atto di David Belasco a Londra nel 1900 dove si trovava per le recite di “Tosca”. Ne rimese subito colpito tanto che, alla fine dello spettacolo, si precipitò in camerino, abbracciò l'autore e gli chiese il permesso di farne un'opera. «Come dire di no - ricorda Belasco - a un italiano impulsivo con le lacrime agli occhi?».

La storia di Butterfly fu scritta da John Luther Long giurista e scrittore, al quale l'aveva raccontata la sorella Mary Jane, che nel 1874 aveva sposato Irvin Correll, pastore metodista episcopale. Si erano trasferiti in Giappone, dove rimasero per oltre cinquant'anni e dove conobbero la vicenda di Cho-San. Dal racconto di Long, il drammaturgo statunitense di origine portoghese Belasco, trasse il lavoro che esordì all'Herald Square Theatre di New York e poco dopo al Duke's of York Theatre di Londra, che ospitò Puccini.

La messinscena di Belasco prevedeva anche una colonna sonora composta da William Furst. Spiegano i registi: «La musica commentava nell'ouverture, i paesaggi dipinti su tela, cioè i paint drops che scorrevano sul proscenio per creare l'atmosfera giapponese, poi sottolineava la preparazione di Butterfly e Suzuki per il ritorno di Pinkerton ed i tragici preperativi del suicidio finale». Tuttavia la scena della veglia, dal tramonto all'alba, che Belasco risolse con giochi di luce, che si dilatava per quattordici minuti di silenzio, impressionò talmente Puccini, che nel proprio capolavoro, riempì quella lunga e silenziosa attesa, con lo stupendo coro a bocca chiusa.
L'allestimento della Madame Butterfly di belasco, cercherà di riprodurre quella originale «quanto più possibile», spiegano Bonetti e Bertini. «I costumi realizzati dalla Fondazione Cerratelli sono stati disegnati secondo studi iconografici della rappresentazione teatrale, ad esempio il kimono di Butterfly è una riproduzione di quello indossato dall'attrice Evelyn Millard, protagonista al Duke».
Ma anche le ricerche sul Giappone visto attraverso la cultura americana dell'800, le fotografie e stampe dipinte arrivate a fine Ottocento da Giappone in Francia e in America, sono alla base di questo Belasco, che per la prima volta arriva al Festival Puccini.

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