La manifestazione
Il consigliere punta lindice sul sindaco: «Reazione deplorevole sui precari»
Lorenzoni: «Licenziata una stagista»
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Giampiero Lorenzoni 2 MINUTI DI LETTURA
STAZZEMA. «Da non credere se non fosse vero. Appena pochi giorni di lavoro precario ed è arrivato un ingiustificato licenziamento». La denuncia viene fatta dal consigliere comunale Gian Piero Lorenzoni di "Luce a Stazzema", che aggiunge «E' quanto accade a Stazzema, e a tenere un comportamento così deplorevole ed assurdo è l'amministrazione comunale che, dopo la nostra protesta, definita vergognosa dal sindaco, sullo sfruttamento di giovani stagisti assunti senza compenso, ha pensato bene di risolvere il problema alla radice, mandando a casa, in tempo da guinness dei primati, la giovane lavoratrice». Ed il ghruppo consiliare "Luce a Stazzema" richiede al sindaco ed all'assessore al personale, «di spiegare le motivazioni di tanto disonorevole e scellerata condotta, tenuta sul caso della stagista licenziata». Per il gruppo consiliare "Luce a Stazzema" viene evidenziato come «a Stazzema non è sufficiente essere disponibili a lavorare gratis, a farsi sfruttare pur di fare esperienza, che si corre il rischio di rimanere a spasso per le intemperanze del sindaco che se viene minimante criticato provvede ad eliminare il problema alla radice con un velocissimo licenziamento a tempo da record». Tutto questo non è minimamente accettabile e vogliamo vederci chiaro. Ed il consigliere comunale Gian Piero Lorenzoni, a nome del suo gruppo sollecita una esauriente risposta. «Vogliamo conoscere - prosegue la richiesta del gruppoi "Luce a Stazzema - le ragioni per le quali la stagista è stata così velocemente allontanata dal suo posto di lavoro, e chiediamo anche l'intervento del sindacato di categoria a tutela dei lavoratori più deboli e marginalizzati, come lo sono gli stagisti a Stazzema». «Una cosa è chiara - conclude Lorenzoni - Silicani forse non passerà da sfruttatore degli stagisti, come solo lui dice di non essere, ma da oggi in poi potrà essere ricordato, come il datore di lavoro più veloce a licenziare giovani precari».
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