Gioco
Le tre perle della lirica dell'estate pucciniana
Lisa Domenici
Turandot, Boheme e Butterfly: appuntamento con il mito
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Il 57º Festival Puccini, aprirà domani sera (repliche 30 e 12, 20 e 27 agosto) con “La Bohème” e per Mimì ci sarà il gradito ritorno in suolo torrelaghese di Donata D'Annunzio Lombardi, già collaudata nel ruolo, mai interpretato, però, sul palcoscenico del Festival, che peraltro, il soprano abruzzese ha già calcato per i debutti di Liù, Musetta e Butterfly.
Si alternerà con Serena Farnocchia, che quest'anno si cimenterà anche in Liù. In Musetta troveremo Anna Maria Dell'Oste e Alida Berti, nella parte di Rodolfo Aquiles Machadi, Gianluca Terranova e Leonardo Caimi, in quella di Marcello Luca Salsi e Marzio Giossi. Inoltre Roberto Accursio e Giovanni Guagliardo (Schaunard) e Alessandro Guerzoni (Colline). Sul podio Alberto Veronesi, pure direttore artistico del Festival, che si alternerà con Robero Zarpellon. Scene di Maurizio Varano, costumi di Anna Biagiotti e regia di Maurizio Di Mattia.
Con un nuovo allestimento di “Bohème” in coproduzione con Hong Kong Opera House, dunque, il festival festeggia le sue 57 edizioni e spegne 81 candeline. Sì, perché la manifestazione in riva al lago è nata nel 1930, proprio con il titolo dell'attuale cartellone. Suggestioni torrelaghesi, certo, ma ben giustificate, visto che davanti alla villa museo del Maestro, furono proprio quelle, le note che per prime riecheggiarono.
E dalla Parigi di fine Ottocento, il cartellone approda alla Cina del tempo delle fiabe di “Turandot” il 23 (repliche 29 e 7, 13 e 26 agosto). Nel ruolo eponimo, i melomani potranno trovare l'accattivante confronto tra l'esordiente Antonia Cifrone e la storica Giovanna Casolla, ultima grande interprete dopo le Turandot del passato Cigna, Nilsson e Dimitrova, come la definisce la Cifrone. Tornerà sul podio la pucciniana Keri-Lynn Wilson. La direttrice d'orchestra canadese è come sempre molto felice di prodursi al Festival, e quest'anno si fregia di un piccolo debutto, nel nuovo teatro. Si alternerà Giampaolo Mazzoli, che è pure direttore del Boccherini di Lucca. “Turandot” è la ripresa dell'edizione con la regia di Maurizio Scaparro, le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino. Il cast: Piero Giuliacci e Kyu Sung Park (Calaf), Serena Farnocchia, Satomi Ogawa e Mimma Briganti (Liù), Carlo Colombara e Enrico Iori (Timur), Bruno Praticò (Ping), Aldo Orsolini (Pong) e Nicola Pamio (Pang).
Per il terzo titolo, ancora l' Oriente, ma stavolta è il Giappone di “Madama Butterfly”, tutto in agosto dal 6 al 18. Anche per questo titolo, tempesta di suggestioni. Difatti, ritornando al secolo scorso, dopo la “ Bohème“ del 1930, l'anno dopo fu allestita “Butterfly” sempre con Rosetta Pampanini, la cantante pucciniana per eccellenza. L'allestimento è coprodotto con Npo Tokyo, ed ha la particolarità (ancora una suggestione?) di unire cantanti italiani e giapponesi, come la vicenda unisce Occidente e Oriente. Sakiko Ninomiya (Ciociosan), Kimiko Suehiro (Suzuki), Jun Takahashi (Goro). Eccezione per il principe Yamadori (Veio Torcigliani). Marcello Bedoni (Pinkerton), Sergio Bologna (Sharpless) e Alessandra Meozzi (Kate Pinkerton). Regia di Takao Okamura, scene di Naoji kawaguci, costumi di Yasuhiro Ciji.
Dirige Valerio Galli.
Il trentunenne direttore d'orchestra viareggino, ha debuttato in questo titolo nel 2004 al Mancinelli di Orvieto; poi ha continuato l'esplorazione nel catalogo di di Puccini con “Turandot” e “Tosca”, sul palcoscenico del Festival, dove adesso, aggiunge, “Butterfly”. Galli, non è il solo talento del luogo. Sul versante vocale ci sono anche le pietrasantine Serena Farnocchia, Mimma Briganti e Alida Berti (le due ultime hanno iniziato gli studi col tenore Valiano Natali, alla cui memoria rendiamo omaggio ricordando la sua incisione di “Lucia di Lammermoor” accanto a Maria Callas) e la torrelaghese Alessandra Meozzi.
Si alternerà con Serena Farnocchia, che quest'anno si cimenterà anche in Liù. In Musetta troveremo Anna Maria Dell'Oste e Alida Berti, nella parte di Rodolfo Aquiles Machadi, Gianluca Terranova e Leonardo Caimi, in quella di Marcello Luca Salsi e Marzio Giossi. Inoltre Roberto Accursio e Giovanni Guagliardo (Schaunard) e Alessandro Guerzoni (Colline). Sul podio Alberto Veronesi, pure direttore artistico del Festival, che si alternerà con Robero Zarpellon. Scene di Maurizio Varano, costumi di Anna Biagiotti e regia di Maurizio Di Mattia.
Con un nuovo allestimento di “Bohème” in coproduzione con Hong Kong Opera House, dunque, il festival festeggia le sue 57 edizioni e spegne 81 candeline. Sì, perché la manifestazione in riva al lago è nata nel 1930, proprio con il titolo dell'attuale cartellone. Suggestioni torrelaghesi, certo, ma ben giustificate, visto che davanti alla villa museo del Maestro, furono proprio quelle, le note che per prime riecheggiarono.
E dalla Parigi di fine Ottocento, il cartellone approda alla Cina del tempo delle fiabe di “Turandot” il 23 (repliche 29 e 7, 13 e 26 agosto). Nel ruolo eponimo, i melomani potranno trovare l'accattivante confronto tra l'esordiente Antonia Cifrone e la storica Giovanna Casolla, ultima grande interprete dopo le Turandot del passato Cigna, Nilsson e Dimitrova, come la definisce la Cifrone. Tornerà sul podio la pucciniana Keri-Lynn Wilson. La direttrice d'orchestra canadese è come sempre molto felice di prodursi al Festival, e quest'anno si fregia di un piccolo debutto, nel nuovo teatro. Si alternerà Giampaolo Mazzoli, che è pure direttore del Boccherini di Lucca. “Turandot” è la ripresa dell'edizione con la regia di Maurizio Scaparro, le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino. Il cast: Piero Giuliacci e Kyu Sung Park (Calaf), Serena Farnocchia, Satomi Ogawa e Mimma Briganti (Liù), Carlo Colombara e Enrico Iori (Timur), Bruno Praticò (Ping), Aldo Orsolini (Pong) e Nicola Pamio (Pang).
Per il terzo titolo, ancora l' Oriente, ma stavolta è il Giappone di “Madama Butterfly”, tutto in agosto dal 6 al 18. Anche per questo titolo, tempesta di suggestioni. Difatti, ritornando al secolo scorso, dopo la “ Bohème“ del 1930, l'anno dopo fu allestita “Butterfly” sempre con Rosetta Pampanini, la cantante pucciniana per eccellenza. L'allestimento è coprodotto con Npo Tokyo, ed ha la particolarità (ancora una suggestione?) di unire cantanti italiani e giapponesi, come la vicenda unisce Occidente e Oriente. Sakiko Ninomiya (Ciociosan), Kimiko Suehiro (Suzuki), Jun Takahashi (Goro). Eccezione per il principe Yamadori (Veio Torcigliani). Marcello Bedoni (Pinkerton), Sergio Bologna (Sharpless) e Alessandra Meozzi (Kate Pinkerton). Regia di Takao Okamura, scene di Naoji kawaguci, costumi di Yasuhiro Ciji.
Dirige Valerio Galli.
Il trentunenne direttore d'orchestra viareggino, ha debuttato in questo titolo nel 2004 al Mancinelli di Orvieto; poi ha continuato l'esplorazione nel catalogo di di Puccini con “Turandot” e “Tosca”, sul palcoscenico del Festival, dove adesso, aggiunge, “Butterfly”. Galli, non è il solo talento del luogo. Sul versante vocale ci sono anche le pietrasantine Serena Farnocchia, Mimma Briganti e Alida Berti (le due ultime hanno iniziato gli studi col tenore Valiano Natali, alla cui memoria rendiamo omaggio ricordando la sua incisione di “Lucia di Lammermoor” accanto a Maria Callas) e la torrelaghese Alessandra Meozzi.
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