Attenzione
«Il Comune tenga d'occhio anche Facebook»
Il Pdci invita l'amministrazione ad adeguarsi e dare risposte su Internet
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FORTE. Ci potremo anche sbagliare, ma la campagna elettorale fortemarmina, in questo periodo sembra più vivace e attiva su facebook, che non sulle pagine dei giornali. «Su Facebook - denunciano, infatti, Vivaldo Tonini e Paolo Bacci, della segreteria del PdCi di Forte dei Marmi - ormai si leggono e si vedono notizie ed immagini le più diverse». «E ogni tanto, salta fuori qualche informazione che riguarda atti amministrativi ed il contenuto di qualche delibera. Vengono pure portate all'attenzione dei visitatori alcune supposizioni sullo sviluppo di fatti, che riguardano la vita del paese e, anche disagi e malumori di qualche esponente politico, propugnatore di liste civiche. Ecco perché noi crediamo che l'amministrazione comunale dovrebbe dotarsi di strumenti per tenere sotto osservazione quello che passa sulle pagine di questo e altri social network - continuano i due Comunisti Italiani - perché, in Rete, si stanno sviluppando dei micro-flussi di pensiero e di percorsi, ai quali andrebbe data risposta. Diversamente, rimangono agganciati alle notizie più disparate, senza che si senta la necessità di verificare quello che si sta leggendo sulle pagine del web. E questi flussi, per il momento ondivaghi, potrebbero cristallizzarsi, col tempo, in posizioni di incompatibilità ambientale, diciamo così, con i progetti attuali e futuri di chi governa adesso la cosa pubblica. Il PdCI di Forte dei Marmi crede che ci sia necessità di non trascurare questo aspetto della vita relazionale-politica, che scorre, ogni giorno, sulle pagine di facebook, e di altri social network, e che è alimentato, a volte, da interventi che tendono a stimolare reazioni avverse alla amministrazione comunale attraverso domande, apparentemente innocue, che hanno invece, al loro interno, un forte contenuto di animoso criticismo verso l'apparato amministrativo, che appare incapace di difendersi». «È necessario dare una risposta ai vari quesiti - concludono Bacci e Tonini - che vengono posti; in maniera chiara, intelligibile e, soprattutto, vera».
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