Il Tirreno

Versilia

Baglietto: ultimo appello

Corrado Benzio
Gli operai dei Cantieri di Pisa mentre manifestano in città a sinistra Giuseppe Balducci e la sua azienda l’Overmarine
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Gli operai dei Cantieri di Pisa mentre manifestano in città a sinistra Giuseppe Balducci e la sua azienda l’Overmarine

La Cgil pisana chiede a Balducci di riaprire le trattative

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 VIAREGGIO. «Se la Effebi Overmarine di Viareggio è ancora interessata ai Cantieri navali di Pisa, è bene che si faccia avanti adesso e batta un colpo».  E' questo l'invito che è stato indirizzato ieri dal segretario provinciale della Cgil di Pisa, Gianfranco Francese, per sbloccare la vicenda degli storici Cantieri Navali di Pisa, celebri per le costruzioni in vetroresina, dove da oltre un mese 60 operai sono in presidio permanente.  L'invito è stato lanciato dopo che è calato il silenzio sulle voci secondo cui ci sarebbero stati tre soggetti imprenditoriali interessati all'acquisto dei Cantieri che facevano parte del Gruppo Baglietto di La Spezia, società questa che doveva essere rilevata per intero proprio dal gruppo viareggino. Lo scorso 8 giugno però il patron di Effebi Overmarine, Giuseppe Balducci, non ha firmato il rogito del concordato per divergenze relative alle concessioni demaniali dei cantieri di La Spezia e Varazze.  «Sarebbe bene poi - ha aggiunto Francese - che anche le istituzioni locali si facessero sotto, facendo pressioni affinchè questa situazione si sblocchi, visto che sul piatto dell'occupazione ci sono non solo i 60 lavoratori dei cantieri, ma anche altri 200 dell'indotto».  L'appello della Cgil pisana arriva al termine della settimana in cui si è anche parlato di cinesi che attraverso una cordata sarebbero stati interessati all'acquisto di Pisa. Il caso. La storia è nota. Giuseppe Balducci si è rifiutato di firmare l'accordo finale per prendere marchio e i siti di fronte al notaio l'8 giugno scorso. Non gli venivano garantite le concessioni dei cantieri di Spezia e Varazze a marchio Baglietto. Da allora è cominciata la fibrillazione con questi tre cantieri a bagnomaria. Fidejussione. La vicenda è delicatissima. Perchè ora il curatore dottor Galantini pretende da Balducci di incassare la fidejussione da 6 milioni e 200mila euro che era stato emessa a garanzia dell'operazione.  Una battaglia all'ultimo avvocato per evitare che quei soldi finiscano nelle casse della curatela.  Per questo motivo (e per altri) Giuseppe Balducci, contattato al telefono dal nostro giornale, afferma di non poter fare nessuna dichiarazione nè sul caso Baglietto, né sull'appello che arriva in questi giorni dalla Cgil pisana.  Forse domani uscirà un documento ufficiale sulla vicenda, ma a ieri il patron di Overmarine non parla.  Come nessuno parla sul fronte spezzino. Eppure le parole dette da Baluducci sulla vcienda delle concessioni sono state a suo tempo molto pesanti.  Di fatto - secondo Overmarine - la curatela voleva fare firmare un atto in cui le concessioni sarebbero arrivate ma in un secondo tempo. Soprattutto quelle concessioni non venivano assicurate subito.  In realtà ci sarebbero dei grossi grovigli legali su quelle concessioni, in particolare per il vecchio cantiere Baglietto di Varazze.  Dove è noto, il gruppo Azimut-Benetti ha costruito una marina. Bene, il cantiere Baglietto vede di fatto la concessione in mano (almeno sub-judice) del gruppo guidato da Paolo Vitelli.  Di fronte a questi intrecci, appare chiaro che nessuno si è fatto avanti per succedere a Balducci nel tentativo di rivelare il gruppo che era in mano alla Camuzzi gasometri.  Un nome che non facciamo a caso. Ci potrebbe essere una cordata, composta da ex dirigenti dell società piacentina, disposta a rilevare un gruppo, come quello Baglietto e Cantieri di Pisa, sempre più in crisi.  Altri competitori sembrano al momento non esserci. Ci sono cantieri, in corsa in un primo tempo, che devono pensare a sopravvivere piuttosto che ad allargarsi. E che hanno anche difficoltà a trovare linee di credito dalle banche.  Insomma il futuro dei tre siti produttivi, stante anche la crisi profonda della cantieristica, sembra sempre più incerto.  Un groviglio di interessi che sembra più trasparente dalle parti di Pisa e più opaco, come spesso accade, dalle parti di Spezia, città dove spesso cala una nebbia ideologica che nasconde se non tutto, di sicuro troppe cose.  Intanto il marchio del Gabbiano (Baglietto) che aveva costruito i Mas e i Cantieri di Pisa affondano nell'incertezza. Da qui l'ultimo appello della Cgil pisana.

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