La manifestazione
Tumori, è ancora un triste record
Matteo Tuccini
La Versilia resta prima in Toscana per mortalità. Nonostante dati in miglioramento
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VIAREGGIO. Ancora primi, purtroppo. Perché il record è di quelli negativi. Nonostante i dati stiano migliorando, la Versilia resta il territorio toscano con più morti per tumore in rapporto alla popolazione. A stabilirlo è l'indagine del 2010 del laboratorio Mes della scuola S. Anna di Pisa. Che registra, appunto, una diminuzione della mortalità rispetto agli anni precedenti. Ma in maniera inferiore - anche se qui si parla di cifre decimali - rispetto a zone come Pisa, Grosseto, Siena. E questo fa sì che ancora una volta la Versilia venga classificata davanti a Massa (2ª) e Lucca (3ª), esattamente come avvenne per l'inchiesta 2009, nella classifica per rapporto tra decessi e popolazione residente. Confermati anche il 2º posto per decessi da malattie dell'apparato cardiocircolatorio, e il 1º per la mortalità infantile (su cui influisce ancora l'ottobre nero del 2008 con 3 neonati morti): in entrambi i casi le percentuali sono in diminuzione. In aumento, invece, un altro dato inquietante: quello dei suicidi. Qui la Versilia resta comunque tra le zone meno colpite da questo fenomeno. Primato misterioso. Quando, circa un anno fa, i dati del S. Anna furono pubblicati dal nostro quotidiano, la reazione generale fu di sconcerto. In tanti, da associazioni a cittadini singoli, chiesero di indagare ulteriormente. Per capire quali fossero i motivi di un simile record. Si dà il caso, infatti, che la Versilia nel senso comune è considerata una zona salubre. Una mèta di vacanza, certo non immune da vizi e cattive abitudini: il fumo e la pessima alimentazione, per esempio, sono due fattori indiscutibilmente legati all'incidenza e alla letalità del cancro, soprattutto quello ai polmoni che è il killer numero 1. Ma fin da subito è parso strano che un territorio piccolo e tutto sommato così poco abitato fosse davanti a grandi centri urbani e industriali nella classifica dei decessi per tumore. Non mancarono le accuse all'inquinamento: in molti puntarono il dito contro Falascaia, dove per anni un impianto dalle caratteristiche discutibili ha incenerito rifiuti, e contro le serre del Camaiorese. Ma questi timori non sono mai stati corroborati con indagini scientifiche. Ancora più inquietanti sono apparsi i dati sugli ultimi 20 anni, rivelati dall'Asl 12 al Tirreno. Oltre 12mila morti, 600 all'anno, per cancro. A quel punto sembrava necessario, se non fornire una risposta immediata - che peraltro è difficile - dare un segnale. Il registro ancora non c'è. L'Asl 12 ha avviato un'indagine epidemiologica nella zona dell'impianto di incenerimento del Pollino, su cui tra l'altro ci sono due inchieste della Procura in corso. Quel che sconcerta, invece, è il silenzio della stragrande maggioranza dei nostri amministratori. Mentre l'Istituto toscano tumori, a quanto risulta, non ha ancora realizzato il Registro dei tumori, considerato da tutti gli esperti uno strumento importantissimo per catalogare, studiare e combattere ogni tipo di carcinoma. Nonostante le promesse e le rassicurazioni fatte dal direttore dello stesso istituto. Insomma: se la lotta contro questo male è durissima e non si risolve con qualche allarme, è altrettanto vero che non si risolve con il silenzio e l'immobilismo.
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