Il Tirreno

Versilia

Rapina al Mercato in pieno giorno

Cla.Ve.

In due entrano da «Le bomboniere» e portano via l'incasso Spintonata e ferita alla bocca la proprietaria del negozio

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 VIAREGGIO. Rapina in pieno centro, ieri pomeriggio, nel negozio «Le bomboniere» all'incrocio fra via Zanardelli e via Sant'Andrea. Due uomini sui trent'anni - uno con un cappello in testa, l'altro con il collo a zip della maglia alzato fin sul volto - sono entrati all'interno del negozio e, dopo aver bloccato una delle due proprietarie, hanno portato via i pochi spiccioli che si trovavano nella cassa. Poi, con la complicità di un terzo uomo che è rimasto in strada a fare da palo, i tre si sono dileguati separandosi fra loro e scappando in direzione della Pineta di Ponente.  L'inquietante episodio è accaduto intorno alle 17,30, quando la zona - a due passi dal cuore del Mercato - era piena di gente. «Io stavo lavorando nel piccolo retrobottega - racconta ancora scossa Roberta Paladini - quando ho visto entrare questi due sbandati. All'inizio pensavo chiedessero qualche spicciolo, come spesso accade. Invece, dopo aver finto di essere interessati all'acquisto di una bomboniera, uno dei due mi ha avvicinato, mi ha spinto verso il muro e mi ha messo una mano sulla bocca per tenermi ferma. L'altro uomo che era con lui è venuto dietro il tavolino, ha aperto il registratore di cassa ed ha portato via i pochi soldi che vi erano conservati. Io ho cercato di reagire, ho urlato, ma così facendo ho rimediato anche una ferita al labbro».  Una volta impossessatisi dei soldi, i due sono scappati via. «Uno di loro mi ha perfino detto di stare buona. "Siamo dei disperati", ha come tentato di giustificarsi». Poi la commerciante rapinata continua: «Non credo di averli mai visti prima di ora, anche se non sono una buona fisionomista e potrei anche sbagliarmi. Di certo erano italiani, anche se non mi sono sembrati del posto. Una cosa è certa: in diciassette anni in cui tiro avanti l'attività non mi era mai capitata una cosa del genere. Pensavo potesse esistere soltanto nei film, invece non è così. Sono stati solo pochi attimi, ma in questi istanti ho capito cosa vuol dire essere terrorizzati».  Sull'episodio sta adesso indagando il nucleo operativo dei carabinieri.

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