Il Tirreno

Versilia

Il Festival pucciniano chiede aiuto al mondo

Donatella Francesconi
Il Festival pucciniano chiede aiuto al mondo

Il sindaco: "è un gioiello di famiglia ma da soli non ce la facciamo, abbiamo le potenzialità per essere internazionali"

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TORRE DEL LAGO. Festival pucciniano, «la città da sola non se lo può permettere». Parla così il sindaco Lunardini nel giorno della presentazione della stagione lirica che va ad inaugurarsi il 22 luglio, con una passionale Bohème. «Viareggio si merita il Festival e la stagione in riva al lago», continua il primo cittadino: «Ma serve un salto di qualità internazionale», che porti la manifestazione a guardare verso possibili finanziamenti della Comunità europea. «Il Festival lirico dedicato a Puccini è un gioiello di famiglia - insiste Lunardini - ma a coltivarlo non può essere il Comune da solo».
Il direttore generale della Fondazione, Franco Moretti, snocciola i numeri: 16mila biglietti venduti a tre giorni dalla prima. Ma dà ragione al sindaco: «Sul fronte della promozione internazionale da soli non ce la facciamo».

E, allora, «mettiamoci insieme». La soluzione possibile è nelle parole del presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Che rilancia un'idea di inizio secondo mandato: la Fondazione d'impresa. «Che serva a programmare meglio e a razionalizzare le risorse», spiega Baccelli: «Io credo che questa sia la strada». A patto di puntare sul «gioco di squadra» possibile proprio in nome di Puccini: «L'apertura della casa natale di Puccini a Lucca è vicenda mondiale», insiste il presidente della Provincia a proposito di dimensione internazionale che l'offerta culturale del nostro territorio può e deve avere.

A fargli da spalla c'è l'assessore alla cultura del Comune di Viareggio, Ciro Costagliola: «Non vedo male la struttura di cui parla il presidente Baccelli. Struttura che in qualche modo potrà collegare tutte le realtà portandoci ad una stagione unica degli eventi in Versilia».
Emozionato il presidente della Fondazione, Paolo Spadaccini, ha incitato tutti a «continuare con la voglia di fare spettacolo». Nonostante la crisi, i tagli, e un po' di maltempo che potrebbe non dare pace alla lirica in riva al lago.

Fatta non solo di opera, musica, spettacoli. Ma anche di fantasia. Nasce così l'esperienza, sperimentata per la prima volta quest'anno, del "CafèMomus". La Fondazione gestisce in proprio il bar, portandolo anche all'esterno, nell'area a verde una volta dedicata solo agli ospiti. Qui saranno presentati (tutte le sere alle 19) libri, documenti storici sulla storia del melodramma, oltre alle opere in cartellone. Gli incontri saranno condotti da Marilena Cheli.
A tenere viva la tradizione delle mostre d'arte ci pensa Francesca Bardelli, membro del Cda, che per conto della Fondazione propone: Guido Berti (A passo di danza) dal 24 al 31 luglio; Ferdinando Coppola (Colore e musica: armonia e melodia) dal primo al 27 agosto; Amerigo Pelosini (già in corso).
Per la serie "Omaggio al Giappone", Kimono Collecion, mostra di chimono firmati dallo stilista Yashuiro Ciji, in agosto.
Appuntamento legato alla Butterfly tutta "made in Giappone".

Sconti e promozioni per tutti i gusti sul sito www.puccinifestival.it.

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