Il dolore
Strage. La risposta: intendo restare un uomo libero anche come dipendente di Moretti
Contestazione per Antonini
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Riccardo Antonini Fs verso il provvedimento disciplinare al ferroviere-perito
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VIAREGGIO. Come prevedibile, Ferrovie hanno deciso di procedere nei confronti di Riccardo Antonini, dipendente di Fs e perito di una famiglia che ha avuto morti nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Dopo la diffida del 5 luglio, ieri è arrivata ad Antonini una contestazione disciplinare. Contestazione che dà ad Antonini dieci giorni di tempo per produrre giustificazioni a sua difesa. «Innanzitutto - dichiara il ferroviere, anima dell'Assemblea 29 giugno - intendo ringraziare quanti (e sono stati veramente tanti) nei giorni scorsi mi hanno espresso solidarietà per essere stato censurato e diffidato dalle Ferrovie in qualità di consulente di familiari. La solidarietà è un'arma straordinaria e dà la forza necessaria a condurre una battaglia estremamente significativa ed importante come quella sul 29 giugno 2009. I dirigenti Fs, in primis l'amministratore delegato Mauro Moretti, credono di intimidirmi con le minacce di oggi (e la rappresaglia di domani?) ma hanno sbagliato destinatario. Rispetto all'impegno assunto sull'incidente probatorio il 7 marzo scorso, intendo esercitarlo fino alla sua conclusione (prossimo 2 novembre). Rivendico il diritto di espressione e la libertà di opinione, di cronaca e di critica, come recitano l'articolo 21 della Costituzione e l'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, incluso il diritto a non essere più molestato per questo impegno civile e sociale. Intendo continuare ad essere uomo libero anche come dipendente delle Ferrovie».
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