Il Tirreno

Versilia

Aumentano le donne che partoriscono altrove

<b>OSTETRICIA.</b> Il primario Cima
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OSTETRICIA. Il primario Cima

Boom di fughe delle mamme. Il primario Cima: «Nel 2011 c'è stata un'inversione di tendenza»

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 VIAREGGIO. I dati del laboratorio Mes del S. Anna hanno messo in mostra una tendenza degli ultimi 3 anni (dal 2008 al 2010): le cosiddette fughe per parto sono in aumento. Si tratta, in sostanza, di donne che risiedono nel territorio dell'Asl versiliese, ma che decidono di far nascere i loro figli fuori zona. E quindi - si legge nel rapporto - «implicitamente esprimono un giudizio negativo sulle strutture del loro territorio».  Negli ultimi 3 anni, infatti, sono aumentate le donne che hanno deciso di partorire altrove. Statistiche che hanno portato l'Asl 12 al secondo posto in questa classifica, dietro a Empoli. Male - affermano i tecnici del S. Anna - anche la percentuale dei parti indotti, cioè di quelle nascite che vengono favorite tramite farmaci. Numeri che, nel caso dell'ospedale Versilia, sono cresciuti in maniera esponenziale dal 2008 al 2010.  A proposito di queste cifre, tuttavia, il primario di ostetricia e ginecologia del Versilia, il dottor Giovanni Paolo Cima, sostiene che «nel 2011 c'è stata un'inversione di tendenza netta. I parti sono aumentati. E i servizi, dopo una riorganizzazione del reparto, oggi godono dei pareri positivi delle pazienti. Già nel 2010, comunque, il numero di persone che sono venute da fuori Versilia a partorire a Lido era superiore rispetto a quelle che da qui sono andate altrove».  Il primario Cima assicura che la cifra delle nascite a Lido non si è mai discostata molto dalle 1.200 annuali. E afferma che «le cifre che cita il S. Anna sono frutto in buona parte dell'allarmismo dovuto ai fatti dell'ottobre del 2008. Dal punto di vista comunicativo ci siamo fatti degli autogol: non siamo stati l'unico ospedale a dover affrontare episodi simili, ma ci siamo fatti trovare impreparati dalla bufera. E ne abbiamo pagato le conseguenze, perché il passaparola è la chiave principale per decidere dove partorire. Comunque, ribadisco che nel nostro reparto le buone pratiche chieste dalla Regione ci sono». M.T.

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