La manifestazione
Lecciona, l'allarme degli ex bagnini
◗
AVVISO. I cartelli che segnalano lassenza dei bagnini Pd e Sinistra Arcobaleno: il sindaco spieghi i motivi della mancata sorveglianza
3 MINUTI DI LETTURA
TORRE DEL LAGO. Protezione civile sulla spiaggia della Lecciona, ieri pomeriggio, per decisione del sindaco il giorno dopo la morte del sedicenne pratese, sabato pomeriggio. Mentre infuria la polemica per la mancata sorveglianza. «La sicurezza in ogni luogo deve essere il primo dei pensieri per chi amministra. Va ricercata sempre con impegno e forza». Scrive così il segretario comunale del Partito democratico, Glauco Dal Pino: «Sono anni che la sorveglianza sulle spiagge libere a Viareggio è considerata imprescindibile. Non si può sacrificare a nessun'altra esigenza la salvaguardia degli esseri umani. Da più parti questa emergenza è stata fatta presente alla Giunta, soprattutto dal consiglio comunale. I ritardi, le inadempienze creano pasticci, brutte figure, perfino ilarità. Su questo argomento, purtroppo, producono drammi». Dal Pino si rivolge al sindaco Lunardini: «Se non è in grado di gestire la città, di capire quali sono le priorità, ne tragga le dovute conseguenze. Non è giusto per la città andare avanti così». Le condoglianze della città alla famiglia del sedicenne pratese, Ossama Ridi, arrivano da Milziade Caprili e Antonio Batistini, capigruppo di Sinistra Arcobaleno e Pd, che annunciano: «Abbiamo chiesto per questa mattina una riunione nella quale il sindaco spieghi ai capigruppo come sia stato possibile che le spiagge libere, con buona pace di tutti i proclami sulla sicurezza, a metà luglio inoltrato siano ancora sprovviste di sorveglianza. Vorremmo subito avvertire della nostra indisponibilità ad accettare penose scuse tutte incentrate sulla mancanza di fondi. Dopo questa riunione decideremo quali ulteriori iniziative assumere». Da giorni, tra l'altro, proprio il "Tirreno" ha denunciato come in altri tratti di spiagge libere dalla città si reclami ad alta voce la sorveglianza in mare per non gravare sui bagnini degli stabilimenti balneari adiacenti. Ma non solo: proprio nel fine settimana della tragedia sulla spiaggia del Parco, i bagnini che negli scorsi anni hanno prestato servizio alla Lecciona e conoscono bene la zona avevano segnalato sulla omonima pagina Facebook che era necessario fare attenzione: «Questo fine settimana mare molto grosso e rischio annegamento! Non c'è sorveglianza per 3 chilometri». La squadra è pronta - ricorda Nicola Galioni, per anni bagnino alla Lecciona - ma nessuno ci ha ancora chiamati. Eppure questi tre chilometri sono il tratto di mare più pericoloso della Versilia. Perché siamo in pieno mare aperto». «Sabato ero in quella spiaggia maledetta - scrive sulla stessa pagina Guglielmo Errante - e per un'ora e mezza ho vissuto assieme a tanta altra gente il consumarsi di una tragedia annunciata. È pazzesco lasciare incustoditi 3 km di spiaggia pur sapendo che è frequentatissima. Quello che è successo poteva essere evitato, a volte basta poco. Un plauso speciale ai bagnini della Croce verde che hanno rischiato la vita per cercare di salvare quel povero ragazzo». Donatella Francesconi ALTRO SERVIZIO A PAG. 2
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
