Finanza
Ma è polemica sulla sorveglianza
Roy Lepore
«Senza bagnini, la spiaggia libera è a rischio»
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TORRE DEL LAGO. Appena sono stati allertati dagli amici di Ossama Ridi in difficoltà nelle acque davanti alla spiaggia libera accanto al bagno Croce Verde, i due bagnini Jonatha Patrizi e Maurizio Pardini si sono gettati in mare per cercare di portare in salvo il sedicenne residente a Prato. «Abbiamo fatto il possibile per raggiungerlo, ma non ci siamo riusciti, la corrente lo ha portato via, era distante dalla riva e spostato in direzione della spiaggia libera - dice Patrizi - dove manca la sorveglianza. Scrivetelo che questo è un problema che non va sottovalutato. Nella mattinata siamo dovuti intervenire per mettere in salvo una persone che era in difficoltà di fronte al tratto di mare della spiaggia libera. Purtroppo si è già consumata una disgrazia con la morte di questo ragazzo, vediamo se l'amministrazione comunale si renderà conto che non possiamo concludere la stagione estiva in queste condizioni. I fine settimana sono pericolosi e ora che siamo alle porte del mese di agosto i pericoli sono quotidiani. Noi cerchiamo di fare il possibile, però non basta». Si allinea al pensiero di Jonatha anche il collega Maurizio Pardini, che insieme ad altri bagnini avrebbe pensato di raccogliere anche delle firme per poter sollecitare l'amministrazione su questo problema della sorveglianza e della mancanza di sicurezza nei tratti di spiaggia libera. Carlo Bonuccelli, presidente della Cooperativa "Le Dune" che gestisce alcuni stabilimenti balneari della Marina, tra cui il bagno della Croce Verde, lancia un appello. «La tragedia che si è consumata oggi deve essere un campanello d'allarme, in questo modo non si può andare avanti - dice - I nostri bagnini sono intervenuti, come in altre occasioni, però non si può mettere a repentaglio la vita per mancanza di sorveglianza. Non è possibile che tratti di spiaggia, per lo più affollata di turisti, debba essere senza un bagnino». Anche alcuni turisti presenti e testimoni di quanto accaduto chiedono che sia la Capitaneria di Porto che il Comune affrontino urgentemente il problema. «Abbiamo visto i due amici raggiungere la riva chiedendo aiuto - dice Sandro Francesconi - e ci siamo resi conto che era accaduto qualcosa di grave. Urlavano dicendo che il loro amico era sparito fra le onde. Sono partiti i bagnini, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Non è possibile che ci siano tratti di spiaggia senza una sorveglianza». Mentre cercavano disperatamente di rianimare Ossama in riva al mare una ragazza impreca contro l'amministrazione comunale. «Per risparmiare soldi hanno fatto morire un ragazzo di appena 16 anni. E' una cosa molto grave. In una società civile è inaccettabile».
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