Sicurezza
Lintervento di Romanini,
consigliera del Pd
consigliera del Pd
«Ce l'hanno con i gay? Lo dicano»
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TORRE DEL LAGO. «Ogni anno, puntualmente, arriva la "querelle" relativa alla Marina di Torre del Lago. Puntualmente si sprecano parole, proclami e minacce per dimostrare quale assessore è più forte, quale conta di più, quale ha l'idea migliore. Come tutti gli anni si arriverà a settembre col solito pugno di mosche». Interviene così la consigliera comunale del Partito democratico, Chiara Romanini. Che continua: «Innanzitutto bisogna fare una distinzione: la Marina è una zona dove c'è gente che lavora, che ha investito e creduto nel territorio, poi ci sono "imbecilli" che spacciano, si prostituiscono, vendono alcolici abusivamente. Ma non sono la stessa cosa, né sono consequenziali». Un mese fa - racconta Romanini - «andai all'Europride a Roma, a Piazza Vittorio in pieno centro e la gente (di tutti i tipi) rideva, ballava e si divertiva senza dar fastidio. Da quell'esperienza due cose mi sono chiare: si può avere tanto divertimento in sicurezza; siamo fortunati perché quello che è un turismo particolare ha trovato la meta nel nostro territorio che è diventato una sorta di Mikonos all'italiana. Credo che le cose che ci distinguono vadano valorizzate e non affossate». Tanto scalpore crea la Marina - dice chiaro la consigliera del Pd - «perché il turismo che ci gira è gay. È inutile nasconderci dietro un dito e sparare prima sulla sicurezza, poi sugli abusivi, poi qui, poi là. La vogliamo aiutare la Marina, si o no? Basta essere chiari. Se sì, basta accordarsi coi locali e aumentare la sicurezza evitando di affossare eventi come la Festa del mare che poteva essere un input per il sodalizio delle diverse attività, lottando contro gli abusivi e studiando tutte le soluzioni per promuoverne un ulteriore rilancio che passi da una sinergia tra esercenti e amministrazione comunale. Se invece la risposta è no, si dica chiaramente e non con le bagarre sui giornali degne giusto di un'amministrazione senza idee e pronta a litigare fra sé e sé».
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