Il Tirreno

Versilia

L'ospedale non si tocca

Matteo Tuccini
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SANITÀ. Sopra, il dg dell’Asl Giancarlo Sassoli. A sinistra, una protesta all’ospedale Versilia

L'Asl: nessun taglio, anzi stiamo crescendo

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 VIAREGGIO. Parte lanciato («In questi giorni tanti hanno parlato, spesso a proposito»), per poi ammettere, qua e là, che qualche preoccupazione è legittima. Ma in sostanza il direttore generale dell'Asl 12 Giancarlo Sassoli, che più volte rivendica la propria autonomia rispetto alle scelte della Regione («Sono io che decido qui») insiste su un punto: l'ospedale Versilia non si tocca. «Non sono previste chiusure di alcun servizio né di alcuna unità. Anzi, negli ultimi tempi abbiamo aggiunto, e non sottratto. Facendo più di un salto di qualità».  «Allarme ingiustificato». Sassoli, manager navigato e poco propenso allo scontro, ha deciso di dire la sua in maniera ufficiale sui temuti tagli - per esigenze di risparmio a livello regionale e nazionale - al presidio ospedaliero di Lido. E così, almeno nelle prime frasi, vuole mettere le cose in chiaro. «Una minoranza attiva e rumorosa ha fatto una serie di ipotesi prive di fondamento - afferma, riferendosi ai sindacati - Si è procurato un allarme ingiustificato. Anche i politici e i media si sono interessati all'argomento, com'è giusto che sia, ma rischiando di delegittimare chi poi deve prendere le decisioni». Sottinteso, la direzione dell'Asl versiliese.  Sassoli ribadisce, in maniera ferma, che l'ospedale creato pochi anni fa dall'accorpamento di quattro strutture non sarà smantellato, perché rappresenta «un punto di riferimento e di eccellenza per la presenza di servizi e professionisti di livello assoluto». Anzi, rilancia, negli ultimi mesi ci sono state delle operazioni che hanno contribuito a incrementare e a migliorare le prestazioni sanitarie.  «Servizi in più, non in meno». Il direttore generale cita, a questo proposito, l'inserimento dal 1º luglio della subintensiva di presidio, che significa «4 posti letto in rianimazione anche per chi non avrebbe strettamento bisogno di stare in quel reparto».  «Inoltre - prosegue - abbiamo fatto la "Recovery room", cioè la sala risvegli, nel blocco operatorio e aperto 3 posti letto in più nella dialisi. Senza contare che a breve doteremo la radiodiagnostica della seconda risonanza magnetica. Quest'ultimo investimento, molto corposo, dimostra che nell'ospedale ci si crede».  Sassoli sostiene che l'Asl vuole crescere ancora: «Scegliamo il meglio, anche dal punto di vista professionale, come avete visto quando abbiamo affidato oculistica al dottor Andrea Vento. E come vedrete quando troveremo per riabilitazione il sostituto del dottor Alessandro Battaglia, in pensione per limiti d'età, che sarà scelto da me attraverso una selezione di primo livello». Sassoli, tuttavia, non spiega come si troveranno le risorse necessarie, anche se si dice fiducioso sulla possibilità che la Regione possa aumentare i fondi all'Asl versiliese. Finora bassi (80 euro in meno per utente) rispetto alla media toscana.  «Non manca personale, solo i sostituti». E il personale? I sindacati lamentano che in alcuni reparti, pronto soccorso in primis, non ci sono forze in campo sufficienti. «Non condivido questa opinione - replica Sassoli - ad oggi abbiamo circa 2mila dipendenti, di cui 350 medici, 760 infermieri, 260 operatori socio-sanitari e 600 tra impiegati e tecnici. Questi siamo e questi rimarremo, anche perché c'è una sentenza della Corte Costituzionale che ci impone di ridurre la spesa per il personale dell'1,4 per cento rispetto al 2004. Nel 2010 abbiamo speso 100 milioni per i dipendenti, quest'anno non andremo oltre. Questo non significa che vada tutto bene e che non ci siano sofferenze in alcuni settori. Il problema della mancate sostituzioni per gravidanze e malattie, ad esempio, esiste, ma purtroppo il nostro raggio d'azione è limitato». Insomma: non c'è una lira, anzi un euro.  Centrale unica del 118. A proposito di tagli e accorpamenti, Sassoli ammette che qualcosa, a livello di area vasta (da Massa a Livorno) verrà fatto. «Ma riguarderà - dice - servizi che non sono a diretto contatto con gli utenti». Una delle ipotesi più accreditate è la nascita di una centrale unica del 118. Sassoli lo conferma ufficialmente: «C'è un gruppo di tecnici che ci sta lavorando». Che cosa comporta? Ci sarà un punto di riferimento per l'emergenza-urgenza che dovrà smistare le chiamate e far scattare gli interventi su un terzo di Toscana. Un'ipotesi di cui medici e operatori contestano un aspetto (tra gli altri): se chiamano da una frazione sperduta della Versilia, difficilmente un operatore di Pisa può capire immediatamente dove spedire l'ambulanza. E per i tempi del 118, i secondi significano una vita in più o meno.  

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