Sicurezza
«Aurora, sarai con noi ogni giorno»
Martina Ambrogi
Il pensiero di nonno Luigi per la bimba. E una città stretta intorno
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CAMAIORE. «L'inizio di ogni giorno è segnato sempre dall'Aurora, la sentinella del mattino che invita ad accogliere il sole. E anche quando c'è una tempesta, al sorgere di un nuovo giorno, l'Aurora c'è sempre anche se non si vede». Il pensiero di nonno Luigi, letto da don Damiano Pacini durante l'omelia, rimbomba nella chiesa dei Frati dove tutta Camaiore si è riunita per dare l'ultimo saluto alla piccola Aurora Bicicchi, la bambina di tre anni scomparsa mercoledì sera a seguito di un incidente d'auto. La piccola tornava a casa col padre dopo una passeggiata e un gelato. La bara bianca coperta e contornata da innumerevoli fiori è lì al centro della chiesa stracolma che non è riuscita a contenere la folla, in piedi lungo tutta la navata centrale. Mamma Valentina è seduta su una sedia rivolta verso la sua piccola e, di fronte a lei, sulla prima panca, papà Nicola che la tiene per mano, l'abbraccia, la sorregge ed insieme si inchinano di fronte alla loro bambina, spirata troppo presto. Sono entrambi vestiti di bianco, colore dell'innocenza, del candore, della purezza. Cercano di farsi forza in un dolore più grande di loro. «Non possiamo far tacere il pianto e le lacrime - ha proseguito don Damiano che insieme a don Florio ha celebrato la funzione - in questo mescolarsi di rabbia e disperazione. Ma anche in un momento del genere è necessario rimanere uniti, avere fede e speranza». Un messaggio rivolto a tutti i presenti colpiti da questa tragica scomparsa. «L'intera città di Camaiore è oppressa e affaticata da questa morte, nessuno potrà ridarci questa splendida bimba, ma la fede può farci sentire che Aurora è lassù a pregare e vegliare per noi». Ci sono tanti parenti, amici, colleghi della coppia, concittadini del rione la Pieve con tanto di maglia gialloblù e anche qualche bambino a manifestare l'affetto e la solidarietà, a nome di un'intera città che è scoppiata in un applauso scrosciante quando mamma Valentina ha letto una lettera rivolta a sua figlia, con la voce rotta dalle lacrime e con il terreno sotto i piedi che le veniva a mancare. Quando è uscita sul sagrato, sorretta dai parenti e dalle amiche e di fronte a lei ha trovato la Mercedes grigia ricoperta di palloncini bianchi e rosa pronta per accompagnare la sua bambina nel suo ultimo viaggio. Quando la piccola bara bianca trasportata da papà Nicola e dal nonno materno si è presentata fuori dalla chiesa, accompagnata dai rintocchi ovattati delle campane, e si è diretta verso il cimitero. L'ondata di affetto di un'intera città infrange il muro di questo immenso dolore e asciuga per un momento le lacrime dei genitori.
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