Il Tirreno

Versilia

Cenatown. Il sindaco Lombardi replica alle critiche di Mitoraj sulla deriva mangereccia del centro storico

Nessun vincolo per nuovi bar e ristoranti

Tavoli all’aperto nel centro di Pietrasanta
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Tavoli all’aperto nel centro di Pietrasanta

«Impossibile vietare le aperture, ma è possibile salvaguardare i laboratori artistici superstiti»

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 PIETRASANTA. «Salvaguarderemo i laboratori d'arte nel centro storico». Le parole del sindaco Domenico Lombardi risuonano come una prima risposta alle preoccupazioni di Igor Mitoraj che in occasione della mostra al laboratorio Giannoni - inaugurata ieri sera - aveva parlato di una Pietrasanta «oramai alla mercé di bar, negozi e ristoranti e con la sua identità artistica a rischio».  Tesi che Lombardi, in buona parte, rigetta. «Il maestro Mitoraj ha lanciato un segnale di preoccupazione importante e noi tutti dobbiamo saperlo cogliere. Ecco perché dico che le realtà artigianali del centro storico devono restare al loro posto e messe nelle condizioni di poter lavorare in modo funzionale. Starà al regolamento urbanistico trovare le soluzioni idonee, ma mi assumo l'impegno di studiare correttivi per valorizzare le attività. I laboratori non devono chiudere».  Troppi bar e ristoranti, ribadisce Mitoraj nel centro storico: è così?  «La tendenza è innegabile, ma a mio avviso c'è un giusto equilibrio fra le varie anime di Pietrasanta: arte, buona cucina, spazi ricreativi, tessuto commerciale. Il centro storico ha una sua armonia d'assieme, come dimostrano i dati sulle presenze da maggio a giugno per le nostre iniziative culturali, 40 mila visitatori: l'appeal è intatto».  Però il mancato ricambio generazionale, fra gli artigiani, è di difficile smentita non crede?  «Si, la situazione su questo fronte è abbastanza complicata. Del resto diminuiscono i fondi economici anche per la formazione e le aziende, nelle attuali condizioni, fanno ciò che possono».  Veramente Mitoraj invita il Comune ad impegnarsi per ottenere quei fondi comunitari, legati proprio alla formazione professionale. Opzione fattibile?  «Ci stiamo interessando, ma si ottengono in base a progetti ben precisi e serve, nel contesto, il coinvolgimento di altre realtà. Un percorso complicato che però intendiamo percorrere fino in fondo».  Da più parti, sono anche alcuni esercenti a chiederlo, si invoca un "tetto" all'apertura di bar e, soprattutto, ristoranti, nel centro cittadino?  «Assolutamente niente. Noi non possiamo imporre vincoli o limiti in un regime di liberalizzazione e non siamo nelle condizioni di dire "non puoi aprire un ristorante".  L'arrivo di nuovi ristoranti potrebbe però essere definitivamente "indigesto" anche per la Cenatown pietrasantina, non crede?  «Penso che alla fine il sistema troverà un suo equilibrio. Di certo non verrà mai meno, a Pietrasanta, l'elemento artistico e culturale: il nostro artigianato, nel senso non solo dei laboratori - all'interno delle mura cittadine sono rimaste 3-4 attività, ndr - va tutelato ed incoraggiato. Ed in questo contesto il Centro di Arti Visive è un supporto importante. Il resto lo faranno le mostre ed un tavolo di studio sulla questione concertato con realtà di settore, enti e privati».

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