Il Tirreno

Versilia

Consegnati ieri 10 alloggi in via XX Settembre. Il sindaco annuncia i prossimi interventi

«Costruiremo altre 60 case popolari»

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 CAMAIORE. Qualcuno con gli occhi lucidi, perché ha 73 primavere alle spalle, ed è da 40 anni che aspettava questo momento. Altri col sorriso sulle labbra, come chi in fondo stenta ancora a crederci. Reazioni diverse, ma emozioni simili, per le 10 famiglie che ieri hanno ottenuto uno degli alloggi popolari Erp di via XX Settembre. Dopo problemi e contenziosi, che hanno fatto slittare di mesi e mesi la consegna delle case, sono stati il sindaco Giampaolo Bertola e l'assessore all'emergenza abitativa Claudia Larini ha consegnare i dieci mazzi di chiavi.  Si tratta, di certo, di una goccia nel mare (sono ancora oltre 180 le famiglie in lista d'attesa), ma è pur sempre una risposta. «Stiamo per terminare - ha annunciato il sindaco Bertola - altri 3 alloggi in via Campanile a Vado. Ma a breve riusciremo anche ad avere altri 5 alloggi agli ex Macelli, e altri 4 alle ex scuole di Montebello. Ci sono poi i 4 milioni di euro previsti dalla Regione per costruire altre 46 case per i meno fortunati. Inoltre nel prossimo piano strutturale, pronto per la primavera prossima, prevedremo ulteriori 200 case popolari o ad affitto calmierato tra Capezzano e Camaiore».  Le case assegnate ieri erano 10, con metrature varie, dai 30 agli 85 metri quadri. Il ritardo nella consegna ha causato qualche problema anche alle famiglie in lista d'attesa. «Io in graduatoria ero secondo - racconta un signore - ma ora sono passati mesi, e mi sono ritrovato nono. Così invece di poter scegliere l'alloggio, per me, mia moglie e mio figlio, abbiamo dovuto accettare una casa non consona alle nostre esigenze: ora non abbiamo più privacy». Tra le 10 famiglie assegnatarie, due sono straniere.  La peculiarità di questi nuovi alloggi popolari è che si trovano in pieno centro. «Una precisa scelta - ha detto Claudia Larini - tesa a far integrare e socializzare queste nuove famiglie con gli altri residenti». Da ricordare inoltre che il pian terreno dell'immobile resterà in mano al Comune che trasferirà lì i servizi demografici (liberando gli attuali spazi dell'anagrafe che saranno poi sfruttati per ampiare la biblioteca). M.P.

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