Il Tirreno

Versilia

Un tuffo, poi tutti ad Arcore

R.L.
<b>CONTRO LE ASTE.</b> Una protesta dei balneari
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CONTRO LE ASTE. Una protesta dei balneari

I balneari preparano le proteste contro le aste

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 VIAREGGIO. Il maxi tuffo contro la messa all'asta delle concessioni demaniali si farà. Da decidere, ormai, solo i dettagli che lunedì sera, nell'assemblea dei balneari al Centro Congressi Principe di Piemonte, non sono stati ancora messi a punto. E non mancano idee ai titolari degli stabilimenti: l'ultima è quella di recarsi ad Arcore davanti alla casa del premier Silvio Berlusconi.  Non sono mancati alcuni momenti di tensione, quando Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido di Camaiore ha protestato nei confronti di Graziano Giannessi, esponente di quel sindacato Sib, che secondo Petrucci, non avrebbe dato la tutela attesa alla categoria (e che tramite il suo presidente nazionale Riccardo Borgo sembra tutt'altro che dispiaciuto dalla messa all'asta delle concessioni).  Il tuffo, che ci sarà sabato 6 agosto in un orario compreso fra le 16 e le 17, punta a coinvolgere 100mila tra clienti e bagnanti da Carrara a Livorno, per diventare una festa collettiva.  All'assemblea erano presenti, la senatrice Manuela Granaiola (Pd), che si è detta favorevole al maxi-tuffo e che ha annunciato che presenterà alla Camera un disegno di legge sul riordino delle concessioni. C'era l'assessore al turismo, Nicodemo Pistoia, in rappresentanza del Comune di Viareggio. «Confermiamo pieno appoggio non solo a questa iniziativa, ma a tutte quelle della categoria».  C'era anche il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, che si augura in una adesione massiccia a questa iniziativa del tuffo. «Forse va rivisto l'orario, ma è un'opportunità per attirare l'attenzione sulla categoria dei balneari». È stato comunque evidenziato nel corso della serata che non ci devono essere spaccature nella categoria per rischiare di perdere la forza che invece è necessaria per combattere le aste.  Carlo Monti, presidente dei balneari Sib di Viareggio ha proposto, ed è stato appoggiato dalla maggior parte dei presenti, di andare ad Arcore di fronte alla villa del Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi per sensibilizzarlo a questo problema che rischia di mettere in crisi migliaia di famiglie, che ormai da anni gestiscono gli stabilimenti balneari con il pericolo della perdita di molti posti di lavoro. Infine Emiliano Favilla ha detto che dovranno esserci altre iniziative dopo quella del tuffo del 6 agosto e che la lotta debba continuare, appoggiato in tal senso anche da Fabrizio Maggiorelli, altro componente del Consorzio dei balneari.

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