Il Tirreno

Versilia

Quattro società rischiano grosso

Luca Cinotti
<b>EX SINDACO.</b> Massimo Mallegni
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EX SINDACO. Massimo Mallegni

Il pm ha chiesto forti pene pecuniarie e pesanti confische

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 PIETRASANTA. Non ci sono solo gli imputati "fisici" a rischiare grosso nel processo per la corruzione a Pietrasanta. Il pubblico ministero Salvatore Giannino, infatti, ha avuto la mano pesante anche nei confronti delle quattro società che sono state chiamate alla sbarra nel maxiprocesso di Lucca. E che ora rischiano di pagare sanzioni amministrative per centinaia di migliaia di euro. E di essere sottoposti, in caso di condanna, a pesanti confische che riguarderebbero in primis il denaro liquido disponibile e, in seconda battuta, i beni patrimoniali.  Sono, in particolare, tre le aziende più compromesse (secondo la procura). La prima è la Futura srl, implicata nei casi di corruzione per il comparto 51 e per via Ficalucci. In quest'ultimo caso a essere interessata è anche la Immobiliare Euro. Il giudice ha chieso una condanna a oltre 900mila euro di sanzione amministrativa e - nel caso di via Ficalucci - la confisca di beni per valore non inferiori ai due milioni e mezzo (il valore dell'oggetto della corruzione, vale a dire quello delle villette).  Importante, in particolare, il ruolo della Futura. Che - secondo l'accusa - sarebbe stato il vero e proprio braccio operativo del gruppo di imprenditori che si erano riuniti intorno a Mario Mallegni (considerato il promotore dell'associazione a delinquere e per il quale sono stati chiesti otto anni di reclusione). La società è stata trasferita da Lucca a Lissone (Lombardia) e alcuni dei titolari di quote sono fra gli imputati: si tratta di Francesco, Giulio e Severino Mosca. Imputata è anche Maria Maddalena Galeotti, che nelle carte della camera di commercio figura come amministratore unico. Secodo l'accusa, però, sarebbe un "paravento" dietro al quale si muovevano gli imprenditori.  L'Immobiliare Euro, invece, vede come socio di maggioranza un altro imputato, Euro Bolognesi, che è anche amministratore delegato. Secondo l'accusa, insieme alla Futura avrebbe acquisito le aree di via Ficalucci, compreso il fondo intercluso per il quale sarebbe stata predisposta una falsa gara.  Altra azienda pesantemente coinvolta è la Balfin spa, braccio immobiliare dell'impero del re delle vernici Giuliano Baldini. Sia l'azienda che l'imprenditore sono coinvolti nel caso dell'ex tennis Focette, dove doveva sorgere un grosso complesso commerciale e residenziale. Anche per loro il pm ha chiesto il massimo della sanzione amministrativa, oltre a una confisca, in caso di condanna definitiva, di cifre per tre milioni e mezzo.  Più defilata, invece, la posizione della Lotti costruzioni, implicata nei lavori senza gara per il campo Pedonese. Per questa società è stato chiesto il minimo della pena: una cifra intorno ai 50mila euro.  

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