Il dolore
Romanini, si cercano bossoli
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INDAGINI. La volante della polizia nella zona delle ricercheTerreno al setaccio: potrebbe contenere prove sull'omicidio
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CAMAIORE. La polizia - assieme ai vigili del fuoco - sta passando al setaccio un terreno nella zona di Frati, in via Contra e Torrone, alla ricerca di bossoli simili a quelli sparati contro Stefano Romanini, l'imprenditore edile di 46 anni assassinato nel febbraio scorso con 15 colpi di pistola sotto la sua abitazione. Il terreno si trova vicino dall'abitazione del cugino di Stefano, Roberto. Secondo quanto si è potuto apprendere, gli agenti del commissariato e della Questura starebbero cercando - oltre ai bossoli dei proiettili - tutta una serie di indizi che possano essere collegati con l'omicidio di Romanini. Secondo la polizia questo spicchio di terreno potrebbe aiutare in qualche modo a fare luce su un omicidio che a distanza ormai di cinque mesi è ancora insoluto, nonostante lo sforzo degli inquirenti. Ieri la presenza per tutto il giorno di auto e mezzi della polizia e dei vigili del fuoco e di una ruspa sulle colline camaioresi, in via Contra e Torrone, in località Frati, dietro la chiesa, non è passata inosservata ai residenti, certo poco abituati a un simile movimento di forze dell'ordine. Da qui il sospetto e un bel po' di chiamate allarmate. L'omicidio. Stefano Romanini, 46 anni, è stato ucciso la mattina dell'8 febbraio scorso in una strada del centro di Camaiore mentre andava al lavoro. Sul suo omicidio brutale sono molte le zone d'ombra. Poco dopo il delitto la cognata di Stefano, sorella della moglie, lanciò un'accusa contro ignoti che però sembrava molto precisa: «Non si ammazza così per il Dio denaro», disse. Una dichiarazione che lasciò subito esterrefatti, anche se nelle ore successive e nei giorni a seguire la famiglia si chiuse a riccio per evitare fughe di notizie su sospetti o cosa. Chi ha sempre mostrato grande volontà e tempra sono state, oltre alla moglie, le figlie Serena e Stella, che hanno fatto il possibile - anche inviando lettere ai giornali - per impedire che sull'assassinio del loro papà calasse il silenzio. Rinviato l'interrogatorio dei carabinieri arrestati. Nel corso delle indagini sono stati arrestati per favoreggiamento due carabinieri ed un ex militare, che è in pensione e che adesso è stato liberato, dopo avere trascorso alcuni giorni in carcere e altri ai domiciliari. Ieri avrebbero dovuti essere ascoltati dal gip Giuseppe Pezzuti i due carabinieri che sono attualmente agli arresti domiciliari, il maresciallo Ciro Ionta, 54 anni comandante della stazione di Camaiore e il brigadiere, Gianluca Martignetti, 57 anni, assistiti dall'avvocato Carlo Alberto Antongiovanni. «Non eravamo in possesso delle intercettazioni telefoniche che riguardavano i miei assistiti - afferma il legale - le ho avuto solo ieri. Appena le avremo lette e studiate fisseremo l'interrogatorio con il gip Giuseppe Pezzuti, che è rientrato ieri dalle ferie e che non ha ancora l'ordinanza del Riesame. Credo che entro domani o al massimo giovedì si possa effettuare l'interrogatorio per chiarire ulteriormente la posizione dei due militari. Per quanto mi riguarda sono fiducioso sui prossimi sviluppi delle indagini».
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